Alcamo-Troppo lavoro per l’Avvocatura, Comune apre agli esterni

Troppo lavoro per l’avvocatura comunale ed il Commissario decide di intervenire e di aprire il municipio ai legali esterni. E’ stato pubblicato un bando in cui si conferiscono ad avvocati esterni incarichi professionali legali di patrocinio e rappresentanza in giudizio dell’ente municipale, per attività stragiudiziale e pereventuali attività consultiva. E’ prevista la costituzione di un albo e per farne parte basterà essere abilitati all’esercizio della professione da almeno un anno in possesso dei requisiti di legge per collaborare con le pubbliche amministrazioni. Tale elenco sarà deliberato dall’organo esecutivo sulla scorta di apposita proposta di deliberazione da parte del settore competente per la materia oggetto del contenzioso. Gli impegni di spesa relativi agli incarichi saranno assunti di volta in volta al momento del conferimento dei singoli incarichi professionali. L’albo sarà suddiviso in diversi elenchi: penale, civile, tributario, amministrativo, diritto del lavoro e del pubblico impiego e sezione speciale “Giudice di Pace”. Il provvedimento del commissario del Comune di Alcamo, Giovanni Arnone, prende spunto dalla carenza di dipendenti all’interno della pianta organica del Comune che sono abilitati all’esercizio della professioni di avvocati. Se ne contano infatti soltanto due e sono la dirigente del Settore, Giovanna Mistretta, e la dipendente Silvana Calvaruso. Per l’attuale capo dell’amministrazione l’Avvocatura è letteralmente sommersa da un carico di lavoro che due sole unità non sarebbero in grado di svolgere. Il tutto dovuto alle valanghe di ricorsi e contenziosi legali nelle materie civili e azioni risarcitorie, tributarie, materie di imposte locali, amministrative, di lavoro e penale. “Considerato che i noti vincoli di finanza pubblica collegati al divieto assoluto di assunzione per lo sforamento dei parametri del patto di stabilità, nonché le altrettanto note criticità del bilancio comunale – sottolinea Arnone – escludono, nel breve e nel medio termine, ogni possibilità assunzionale per l’Ente”. La stessa dirigente Mistretta aveva evidenziato l’enorme carico di lavoro a cui è sottoposto il Settore nella relazione allegata alla previsione del bilancio 2014. In particolare la Mistretta metteva in evidenza come la risoluzione anticipata tra l’Aipa e il Comune, nel 2013, avrebbe comportato un maggior numero di ricorsi a livello tributario. L’Aipa infatti garantiva accertamenti e soprattutto la verifica, incrociando le banche dati, di morosi facendo quindi aumentare gli introiti del Comune. Lo scorso anno questa società privata riuscì a emettere accertamenti per oltre un milione di euro. Il Comune ha però deciso di tagliare il rapporto anche per risparmiare. Il problema è che l’ufficio Tributi non ha personale in grado di fare questi accertamenti. Alla tirata dei conti sarà più il danno economico che altro.