Alcamo-Timbra cartellino e si allontana, sospesa dipendente del Comune

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Un’altra dipendente comunale subisce la “scure” del “Codice di comportamento” da qualche mese approvato dal Comune di Alcamo e viene sospesa in attesa di avere ulteriori riscontri per l’eventuale licenziamento definitivo. E’ stata sorpresa a timbrare il cartellino e ad allontanarsi dal proprio posto di lavoro. La donna, impiegata come custode in un impianto sportivo, ha quindi subito il provvedimento disciplinare. “Forse qualcuno non ha capito – afferma il sindaco Domenico Surdi – che lavorare per la pubblica amministrazione è un onore e una responsabilità e soprattutto che a pagargli lo stipendio sono i cittadini alcamesi, con il proprio sudore e i propri sacrifici. Per assenze ingiustificate peraltro è stata già licenziata una dipendente: continueremo a vigilare ancora più attentamente”. Il riferimento del precedente licenziamento riguarda una ex Lsu, su cui oltretutto si è instaurato un contenzioso con conferma da parte del giudice del lavoro di Trapani del diritto del Comune a sollevare dall’incarico la lavoratrice. Per il municipio alcamese si è trattato del primo licenziamento in assoluto applicando la cosiddetta “legge Fornero” che implica restrizioni importanti e ben precisi doveri al lavoratore subordinato, pena per l’appunto anche il licenziamento in tronco. Ed è quello che è accaduto in questo specifico caso. A decretare il licenziamento fu il segretario generale del Comune, Vito Bonanno, nel maggio dello scorso anno il quale si rese conto dell’assenza della lavoratrice, nell’anno precedente, di ben 18 giornate di cui 13 non giustificate. Ci si accorse della posizione anomala della dipendente a fine anno, quando nel registro presenze furono rilevate molte anomalie, addirittura alcune caselle bianche e quindi di fatto assenze ma senza alcuna produzione giustificativa. L’ex Lsu, in servizio di accoglienza al Castello dei Conti di Modica, ascoltata in audizione dallo stesso Bonanno, in presenza del suo avvocato, presentò una certificazione medica delle varie assenze fatte nell’arco del 2016 che in realtà non aveva mai portato al proprio dirigente in tempo reale. In pratica si era in presenza di certificazione postuma, dunque non più valida ai fini giustificativi. Da qui fu emesso il provvedimento del licenziamento. Da qualche tempo il Comune ha avviato delle fortissime restrizioni e capillari controlli sul personale anche per effetto dell’introduzione del “Codice di comportamento” varato dal segretario generale del Comune, approvato dalla giunta dopo il via libera anche da parte dell’Oiv, l’organismo interno di valutazione del ministero della Funzione pubblica. Tra le varie limitazioni c’è quello della pausa caffè che può essere nell’arco di una giornata lavorativa soltanto uno, nel caso di rientro pomeridiano chiaramente se ne potrà usufruire di un secondo. Non solo: chi vorrà fare la sua pausa caffè al bar più vicino dovrà timbrare il cartellino in uscita ed entrata, quindi dovrà recuperare i minuti persi al bancone sorseggiando la sua tazzina. Oppure dovrà accontentarsi di prendere il caffè nelle macchinette erogatrici interne al Comune e in quel caso non sarà decurtato dal proprio monte ore, chiaramente in maniera limitata in relazione al consumo della bevanda, quindi per pochi minuti. Altro limite l’uso del proprio cellulare: non si può usare in ufficio lo smartphone per scaricare messaggi e accedere ai social network.