Alcamo, sui conti del Comune interviene il commissario Arnone

Seduti in prima fila come bravi scolaretti hanno ascoltato in silenzio la “lezione” impartita sui conti del Comune di Alcamo dal commissario Giovanni Arnone. Erano in undici i consiglieri comunali presenti alla conferenza stampa, convocata nella stanza del sindaco, per fare chiarezza sulle vicissitudini legate alla situazione finanziaria, che sta paralizzando tutti i settori della vita cittadina. In undici quasi quasi di più di quelli presenti all’inizio di sedute, poi saltate per mancanza del numero legale, con aggravio di spese per gli alcamei. C’erano anche due ex della giunta Bonventre, uno dei quali il giorno dopo essere stato defenestrato ha iniziato ad invadere il web con giudizi, proposte, critiche sul Bilancio settore che presiedeva. Ma come mai questo “libero cittadino” non si è accorto mentre era in carica di tante disfunzioni? Sarebbe stato politicamente corretto verso gli alcamesi da parte del “libero cittadino”, che si autopropone anche per interviste, dimettersi e illustrarne i motivi. Insomma poteva dire quei cattivi dirigenti mi legano le mani. Non mi fanno fare niente e io me ne vado. Sarebbe stato più elegante. Invece questo diluvio di parole dimostrerebbe l’attaccamento alla poltrona, che mal volentieri è stato costretto a lasciare. C’era Massimo Ferrara, padre nobile del Pd, in crisi di identità, ad ascoltare. C’era anche Peppuccio Turano, zio dell’onorevole Mimmo e quasi tappezzeria i giornalisti presenti. Ma la esposizione della situazione finanziaria è stata l’occasione per il commissario Arnone, con al fianco il segretario Cristofaro Ricupati e il responsabile delle Finanze, Sebastiano Luppino, di fare un bilancio dei suoi primi tre mesi di attività con continue sviolinature, carezze e lodi etc.. sulla sovranità del consiglio comunale eletto dal popolo. Così Arnone in quattro e quattrotto ha quasi risolto il problema delle fognature e rete idrica di Alcamo Marina, che figura nelle dichiarazioni programmatiche dei sindaci che si sono succeduti, negli ultimi 40 anni alla guida della città. Arnone ha detto “che non c’è bisogno del Piano regolatore delle acque e che grazie alle sue entrature  alla Regione il progetto, che a vista d’occhio e da profano appare complesso considerata la conformazione e l’abusivismo selvaggio che ha devastato il territorio di Alcamo Marina, sarà presto avviato”. Francamente ne dubitiamo. Ha parlato della convenzione per affidare la gestione per la salvaguardia del bosco del Monte Bonifato alla Forestale e all’ex provincia: Da tre mesi la richiesta di portarla in consiglio avanzata da Sicilia democratica è, però in attesa di risposta. Insomma una panoramica a 360 gradi e per tornare ai conti del Comune una relazione dettagliata dove ha parlato di aumenti minimi, per esempio per la seconda casa massimo 45-50 euro all’anno. Quando Berlusconi eliminò l’Ici un migliaio di alcamesi intestarono ai figli le secondo case per non pagarono più niente. Puntuale la relazione e le soluzioni di Sebastiano Luppino sui conti del Comune. “Aumenti minimi – ha detto – Arnone- per far quadrare i conti e dotare Alcamo dello strumento finanziario per potere amministrare”. Strumento bocciato da una parte del consiglio comunale, quello cioè assurto, forse demagogicamente e con le elezioni alle porte, a difensore delle tasche degli alcamesi, ma che ha provocato e provoca gravissimi guasti a partire dall’assistenza ai più deboli e che impedisce programmazione e quindi possibilità di potere intervenire e amministrare in tutti i settori oggi paralizzati. E con una gran dose di qualunquismo qualche consigliere uscendo dal consiglio, dopo avere bocciato la Tari, ha detto “se la vedrà chi viene dopo”. Altro tasto toccato è stato quello di un migliore utilizzo del personale e già avviate le iniziative per la riduzione delle spese con tagli anche per i dirigenti. Insomma Alcamo da tempo è una città allo sbando, paralizzata da una politica assente dove alla chiacchiere debbono seguire subito ancora i fatti. Ma sulla conferenza stampa ascoltiamo l’intervista col commissario.