Alcamo-Stoppata la convenzione, così muore il monte Bonifato

Sono destinati a rimanere nel più completo stato di abbandono, ancora a tempo indeterminato,  i cento ettari del bosco d’Alcamo, riserva del monte Bonifato compresa. Ieri sera il commissario comunale Giovanni Arnone, che non è un abituale frequentatore delle riunioni del Consiglio, si è presentato alla seduta. In quel momento era in corso un dibattito sulla gestione del bosco d’Alcamo ed a discussione conclusa Arnone, adducendo varie argomentazioni, ha deciso, in maniera unilaterale, di ritirare l’argomento riguardante “La gestione terre di proprietà comunale all’interno della Riserva orientata del Bosco d’Alcamo”. Arnone ha detto di ritirare la delibera sulla convenzione per inviarla al Settore servizi tecnici per ulteriori approfondimenti. Considerato che di questo problema si parla da mesi perché Arnone non ci ha pensato prima a chiedere gli approfondimenti ? Lo stesso commissario conosce bene da tempo il problema. Come mai ulteriori rinvii ?  L’approvazione dello schema di convenzione avrebbe permesso alla Forestale, che ha uomini, mezzi e competenze, di far rinascere il bosco, la cui salvaguardia è stata spesso oggetto di manifestazioni di gruppi ambientalisti  e scolaresche. Cosa intende fare Arnone non è stato illustrato ma lo stesso commissario aveva, un paio di mesi fa tergiversato, portando avanti l’idea di coinvolgere varie associazioni. Cosa che poi si è scoperto, per legge, si può fare solo dopo la convenzione. E la convenzione con la Forestale, era stata oggetto lo scorso marzo di una delibera dell’ex sindaco Bonventre. Le sue dimissioni bloccarono il progetto oggi stoppato anche dal commissario, che la questione la conosce bene da tempo. Un lungo braccio di ferro iniziato lo scorso marzo. Seguito lo scorso giugno dalla richiesta di inserire la convenzione all’ordine del giorno. Proposta dai quattro consiglieri di Sicilia Futura dopo avere ottenuto tutte le autorizzazioni dell’assessorato all’Agricoltura. E’ un problema di leggi e regolamenti la convenzione oppure politico? Sembra proprio politico perché se si è d’accordo, almeno a parole, sulla salvaguardia del Bosco d’Alcamo perché non si cercano subito le soluzioni migliori? O forse c’è qualche manina che da tempo ha puntato l’attenzione sul Monte Bonifato e lavora nella direzione di ottenere la gestione ? Ma poi avrà la manina con tutte le sue dita la capacità e competenza di far risorgere il Bonifato, stuprato da incendi dolosi e dalla mancata manutenzione col pericolo di frane in caso di abbondanti piogge? Il commissario Giovanni Arnone, chiaramente di passaggio ad Alcamo e magari ammanicato politicamente, dia risposte chiare e precise: Fissi scadenze, e le comunichi  agli alcamesi ormai quasi rassegnati a perdere tutto e tanto per citare pochi esempi: ospedale, ora a rischio anche la Banca don Rizzo e vedere morire lentamente anche il Bosco d’Alcamo.