Alcamo, stop alla “Mirto”. Per i rifiuti proroga obbligata a Energeticambiente? Plastica dura ok

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La nuova interdittiva antimafia inferta due giorni fa dalla Prefettura di Palermo alla ditta  Mirto di San Cipirello causerà l’ennesima proroga alla Eenregticambiente del servizio di raccolta dei rifiuti ad Alcamo. L’azienda sanciperellese, nuovamente fermata dal provvedimento prefettizio, lo scorso 29 gennaio, in ATI con la Camedil di San Giuseppe Jato, era arrivata seconda nella gara per l’appalto ponte di 6 mesi con possibilità di rinnovo per altri 6. La dirigente del settore, la balestratese Dorotea Martino, aveva firmato il contratto, un atto dovuto per evitare altri ricorsi e altri costi aggiuntivi per eventuali penalità. L’accordo, per essere perfezionato, necessitava però della documentazione, anche di quella antimafia che adesso, a causa della nuova interdittiva, non potrà più arrivare.

Un iter, quello dell’appalto-ponte, che sembra davvero stregato. Prima un lunghissimo tira e molla con la Tekra, l’azienda che si era aggiudicata la gara ma che mai ha preso possesso del cantiere a causa anche di una querelle sul numero di operatori da utilizzare. Poi la grave emergenza rifiuti scatenatasi fra giugno e luglio d Alcamo Marina per la decisione della giunta Surdi di attendere proprio il subentro della nuova impresa incaricata piuttosto che intraprendere altre vie straordinarie per evitare i vergognosi cumuli di rifiuti di ogni tipo, in concomitanza del trasferimento degli alcamesi nella località balneare.  Quindi, con le spalle al muro, è arrivata l’ennesima proroga a Eneregeticambiente che adesso, volente o nolente, si troverà a dover prolungare l’accordo in quanto un servizio di pubblica utilità, per legge, non può essere sospeso. Ecco il paradosso: da un lato il Comune di Alcamo che sanziona l’azienda di quasi 500.000 euro, somme che serviranno anche per riuscire a coprire il milione di euro richiesto dalla dirigente Martino, con le variazioni di bilancio, per ripianare i maggiori costi del servizio. Dall’altro l’ennesimo prolungamento dell’accordo fra parti che non si amano di certo ma che sono costretti dalla leggi ad andare avanti.

Intanto è stata finalmente sottoscritta la nuova convenzione, con una piattaforma specializzata di Termini Imerese, per il conferimento della plastica dura. Fino al 31 dicembre prossimo il servizio costerà 11.000 euro, IVA compresa, per una quantità stimata di 50 tonnellate di plastica dura. Tutto fermo invece per i rifiuti RAEE, vale a dire gli elettrodomestici in disuso e altro materiale elettronico. Ad Alcamo non si effettua da tempo la raccolta e le periferie si sono riempite di carcasse abbandonate. Al CCR (Centro Comunale di Raccolta), inoltre, il capannone adibito a deposito di tali rifiuti venne sequestrato, nel dicembre scorso, dai carabinieri senza che mai più il comune di Alcamo ha avviato i lavori necessari ad ottenere il dissequestro.