Alcamo-Smaltimento dei rifiuti, emergenza infinita

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Certe scene sembravano lontane anni luce. Eppure era sufficiente uscire da Alcamo, direzione il Palermitano, per accorgersi di spettacoli indecorosi rappresentati da montagne e chilometriche sacchetti pieni di rifiuti, spesso sventrati e lasciati all’aperto anche per settimane infestando l’aria di un puzzo nauseabondo. Ad Alcamo il servizio da diversi anni ha funzionato bene ma oggi tutto il Trapanese è in piena emergenza. Discariche piene. Attese lunghissime per scaricare nell’impianto di Borranea. Di conseguenza cumuli di sacchetti, una sorta di nuovo arredo urbano, che tutti avremmo fatto a meno di osservare nelle strade. Emergenza rifiuti con gravi pericoli per la salute con gravissimi danni per il turismo in quelle località come Castellammare e San Vito Lo Capo diventate mete di migliaia di visitatori per la bellezza dei luoghi e per le cristalline acque del mare. Almeno per il momento non si intravvedono soluzioni e non si sa fino a quando bisognerà sopportare questa situazione che rappresenta la metafora del fallimento della politica del governo regionale in piena paranoia e che ne spara una al giorno senza trovare sbocchi. Ora si parla di portare rifiuti all’estero e in particolare in una cementeria bulgara, che ne ricava energia per far funzionare i propri impianti. Impianti una bella parola che in Sicilia non si conosce. Infatti è mai possibile che si parla sempre ma non si riesce a realizzare strutture in Sicilia per smaltire i rifiuti? All’estero si programma e si realizza. In Sicilia si straparla e non si fa niente. Si parla anche di portare rifiuti in altre regioni italiane mentre si pubblicano bandi per la cui attuazione ci vuole tempo mentre i rifiuti non possono stare. Una riunione in prefettura a Trapani, per quanto riguarda la nostra provincia, conclusasi con un nulla di fatto. E nei giorni scorsi un’altra discarica, quella di Trapani,  ha pubblicato un bando europeo per l’invio transfrontaliero dei rifiuti. I gestori degli impianti si stanno quindi muovendo per conto proprio per evitare la totale paralisi. Al momento solo la discarica di Lentini accoglie 4 mila e 500 tonnellate di spazzatura al giorno e che presto rischia di diventare satura. A Lentini, ed immaginate i costi quotidiani, ha portato i rifiuti il Comune di Marsala. Chiusa da tempo Siculiana i Comuni del Trapanese, Alcamo compresa, si è affidata a quella di Borranea dove per scaricare mediamente occorre attendere anche 24 ore. La discarica quindi è in gravi difficoltà perché non riesce ad accogliere tutti i rifiuti dei comuni del Trapanese. All’assessorato regionale all’Energia parlano di contatti già avviati con una società di smaltimento della Turchia, ma dalla Trapani servizi smentiscono. Insomma la Sicilia è in piena emergenza ed allo stato attuale l’unica via percorribile sembra quella di inviare per almeno tre anni i rifiuti fuori dalla nostra regione con costi aggiuntivi che potrebbero superare gli 80 milioni di euro l’anno. Chiaramente a pagare saranno sempre i cittadini per il fallimento della politica regionale. Politici o pseudo tali che  invece di mobilitarsi per cercare soluzioni, che comunque richiedono tempo, parlano, parlano, parlano. Poi ci sono anche politici di lungo pelo come il sindaco di Mazara che invoca l’intervento della magistratura. La solita frase ad effetto che denota l’incapacità politica di risolvere problemi demandando ad altri, in questo caso alla magistratura, una soluzione alla quale lo stesso Nicola Cristaldi avrebbe dovuto contribuire quando era presidente dell’Assemblea regionale. Un appello ai cittadini a collaborare nei limiti del possibile contro l’emergenza rifiuti. E questo argomento è all’ordine del giorno del Movimento 5 stelle nel meetup in programma questa sera alle 21 nella villa di Piazza Bagolino, presso il Bar Nannini.