Alcamo, sgomberato immobile confiscato

Torna nelle mani dello Stato un bene confiscato alla mafia ad Alcamo. Si tratta di un immobile all’estrema periferia della città, in via Corrado Avolio, traversa della principale via Kennedy. Nei giorni scorsi i carabinieri e il commissariato di polizia di Alcamo hanno provveduto ad eseguire le sgombero dell’immobile edificato su più piani che ancora risultava essere abitato. Il bene era di proprietà di Salvatore Regina, arrestato nel 2008 insieme ad altre 10 persone, tra cui altri due suoi fratelli, nell’ambito di un’operazione antimafia. Regina, 45 anni tra pochi giorni, finì in carcere tra gli altri con i reggenti della famiglia mafiosa di Alcamo Diego e Ignazio Melodia e l’infermiere ed ex consigliere provinciale Pietro Pellerito. Un’unica operazione che sfociò in seguito a due differenti indagini, autonomamente intraprese dalla polizia e dai carabinieri. Fu fatta luce su una serie di estorsioni ed altri reati che gli indagati commisero, secondo l’accusa, a cavallo tra il 2006, il 2007 e il 2008. Filo conduttore di entrambe le indagini si è rivelato comunque essere il monopolio, conseguito dalla famiglia mafiosa, per quanto attiene la fornitura del calcestruzzo per tutti gli appalti pubblici e privati sul territorio di Alcamo. Posizione dominante acquisita attraverso una serie di attentati incendiari e danneggiamenti posti in essere nei confronti di altri imprenditori edili non “autorizzati” ad operare sul territorio di Alcamo, nonché nei confronti di chi non soccombeva alle richieste estorsive della cosca. Le figure dei Regina si sono inserite in questa indagine nella ricostruzione di alcuni conflitti interni al mandamento alcamese. Secondo gli inquirenti i tre fratelli sostenevano Liborio Pirrone, detto Popò, che era stato scalzato nelle gerarchie della famiglia mafiosa dai Melodia. Vistosi messo da parte Pirrone, con la complicità per l’appunto dei fratelli Regina, ha simulato di aver subito un attentato per far credere di essere vittima della consorteria mafiosa. Salvatore Regina e i due fratelli erano stati ritenuti i “prestanome” della Medi Cementi, la ditta di calcestruzzi dalla quale tutti erano obbligati a rifornirsi a colpi di minacce, intimidazioni ed estorsioni. Da qui scaturirono una serie di sequestri e successivamente confische di beni, tra cui per l’appunto l’immobile di Salvatore Regina che in questi giorni è stato sgomberato su disposizione della Prefettura di Trapani. Macchine bruciate e danneggiamenti erano talmente all’ordine del giorno ad Alcamo che a un certo punto i Melodia giudicarono strategicamente più opportuno mettere da parte l’azienda, poi finita rapidamente in disgrazia tanto da indurre uno dei suoi titolari, Liborio Pirrone, a simulare un tentato omicidio ai suoi danni. Meglio passare per vittima che per complice della mafia: questo il ragionamento dell’ imprenditore nella cui abitazione, sottoterra, ieri è stato trovato anche il fucile usato per il finto agguato.