Alcamo-Servizi cimiteriali, interrogazione al sindaco

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I problemi si trascinano da tempo e nella delicata gestione dei servizi cimiteriali si ha la sensazione che ad Alcamo si viva alla giornata. Dello stato di disagio che vivono in primo luogo gli alcamesi e anche gli addetti ai servizi cimiteriali si sono fatti portavoce i consiglieri comunali Anna Maria Allegro e Francesco Dara che hanno presentato un’interrogazione al sindaco di Alcamo. I due chiedono di sapere come farà il Comune di Alcamo, nel periodo estivo, a gestire le salme che non possono essere seppellite e in assenza di celle frigorifere: Cosa aspetta l’amministrazione comunale ad approvare il Piano regolatore generale cimiteriale, quali criteri sono stati adottati nell’emanazione dell’avviso per le tumulazioni con scadenza lo scorso 26 aprile, e se in riferimento a tale avviso sono state presentate richieste di acquisto di loculi all’interno del Cappuccini Vecchi e quanti loculi sono stati venduti. Dara e Allegro invitano l’amministrazione comunale a far eseguire la pulizia straordinaria dei cimiteri, argomenti questi di una lettera di chiarimenti inviata al sindaco dall’ex consigliere Caldarella. Sempre dunque alla ribalta i problemi cimiteriali e resta insoluta, perché forse anche di difficile soluzione, la vicenda legata alla presenza di acqua sotterranea al santissimo Crocifisso che crea problemi a loculi e quindi alle bare dove sono sepolte persone, bloccando anche le persone che avevano acquistato aree per realizzare loculi. Due anni fa al Comune si susseguirono una serie di riunioni, presiedute dall’allora commissario comunale, con funzionari del Comune, alcamesi in attesa di avere risposte sull’invasione di acqua o di potere costruire chiesette o fosse gentilizie e tecnici ingaggiati dalle persone. La situazione resta invariata. Per realizzare il cimitero Santissimo Crocifisso, tra lavori e stop per ricorsi etc, trascorsero una ventina di anni. Sembrava che finalmente ad Alcamo si potesse seppellire in santa pace, ma era noto che sotto quei terreni scorreva acqua perché erano coltivati ad ortaggi e frutta. E gli stessi proprietari, in larga parte ortolani, segnalarono la situazione. Si è andati avanti e da qualche anno sono insorte notevoli difficoltà, tra le quali la carenza di acqua, che molti alcamesi portano nei bidoni da casa per pulire le tombe, dove sono sepolti i loro cari., mentre le sottosuolo l’acqua scorre a fiumi.  Ad Alcamo c’è sempre necessità di loculi perché mediamente muoiono tre persone ogni due giorni.