Alcamo-Rifugio animali in bene confiscato, ultimo atto per l’apertura

Sempre più vicina l’apertura del rifugio sanitario per cani e gatti nel bene confiscato alla mafia di contrada Tre Noci ad Alcamo. In questi giorni il Comune ha avviato le procedure per l’acquisto delle necessarie attrezzature per mettere in funzione la struttura. Un impegno economico di poco meno di 50 mila euro che permetterà finalmente al rifugio di aprire i battenti dopo i tanti ritardi che hanno caratterizzato l’iter burocratico del progetto. Esattamente un anno fa successe il caos attorno a quest’opera pubblica. L’allora consigliere comunale Alessandro Calvaruso chiese un’ispezione al comando di polizia municipale perchè a suo parere l’immobile, che si trova in fascia protetta in quanto in buona parte rientra nel parco territoriale di Monte Bonifato, venne realizzato in assenza di una serie di pareri e della relativa variante urbanistica. Con grande sorpresa fu notato dal sopralluogo che di fatto la struttura risultava essere già utilizzata nonostante all’epoca non fosse ancora stata completata. All’interno sono stati trovati una decina di cani rinchiusi in gabbie metalliche. Ne seguirono aspre polemiche e il progetto sembrava essersi affossato. Invece ha ripreso quota con l’attuale giunta guidata dal sindaco Domenico Surdi. Nelle scorse settimane era stata siglata anche un’intesa tra il municipio e l’azienda sanitaria provinciale di Trapani per fronteggiare in città il fenomeno del randagismo. L’amministrazione comunale ha sottoscritto un protocollo d’intesa che va a regolare il rapporto tra le parti in tema di sterilizzazione dei cani randagi segnalati in strada. In pochi articoli il testo prevede il ricovero degli animali catturati nel territorio che necessitano di cure ed interventi urgenti nei locali appositamente attrezzati della Cittadella della Salute: il Comune dovrà provvedere il rimborso per ogni animale di 40 euro all’incirca, più 3 euro per ogni giorno di permanenza dell’animale. A gestire la struttura sarà per l’appunto l’Asp di Trapani con il suo personale specializzato. Un provvedimento che è comunque il preludio al più importante obiettivo che appare davvero vicinissimo, vale a dire l’apertura del rifugio sanitario nel bene confiscato di contrada Tre Noci: “Si è ritenuto aderire alla proposta di convenzione – scrive la responsabile del procedimento per conto del Comune, Francesca Chirchirillo – finalizzata e necessaria per l’apertura del rifugio sanitario. L’obiettivo è quello di predisporre gli atti successivi di gestione del rifugio sanitario attraverso l’assegnazione ad un’associazione protezionistiche o animaliste”. In base all’ultima relazione degli uffici competenti il rifugio oramai è completato: non si può aprire per il semplice motivo che l’immobile, dove sorgerà l’anagrafe canina con ambulatorio veterinario per inserimento del microchip, necessita di attrezzature che allo stato attuale non ci sono e che quindi devono essere ancora acquistate. La direttiva dell’acquisto di questi giorni è in pratica l’ultimo atto.