Alcamo-Rifiuto organico taroccato e Tari alle stelle, Comune parte civile

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ALCAMO – Il Comune si costituisce parte civile al processo contro Pietro Foderà, l’amministratore della Sicilfert, l’azienda marsalese che nel suo impianto di contrada Maimone, lungo la strada statale per Salemi, produce concimi e che si serve dei rifiuti organici conferiti da diversi Comuni dell’Ato Tp1, tra cui per l’appunto Alcamo oltre tra gli altri a Calatafimi e Castellammare del Golfo. L’accusa ipotizzata dalla Procura per Pietro Foderà è truffa aggravata. Avrebbe, infatti, taroccato secondo l’accusa il peso dei rifiuti conferiti dai mezzi dell’Aimeri Ambiente. Proprio il Comune di Alcamo è stato indicato come parte offesa nel procedimento: “Il danno quantificato nella richiesta di rinvio a giudizio – sottolinea il commissario del Comune, Giovanni Arnone, che ha deliberato la costituzione in giudizio – è riferibile anche al Comune di Alcamo. La costituzione di parte civile consentirà l’accesso la fascicolo al fine di meglio verificare il danno effettivo subito dall’ente”. A fare scattare l’indagine, nel febbraio 2014, è stato un esposto anonimo arrivato al comandante della polizia municipale, Vincenzo Menfi. Una lettera in cui si denunciavano scorrettezze nella pesatura dei rifiuti da trasformare in fertilizzanti per l’agricoltura. Seguirono, perciò, una perquisizione dell’impianto di compostaggio e il sequestro delle carte relative alla pesatura dei rifiuti e delle attrezzature utilizzate per pesare i rifiuti arrivati con gli autocompattatori. Le bilance non erano truccate, ma è emerso che il peso lordo dei mezzi che trasportavano i rifiuti veniva memorizzato nel sistema e poi richiamato utilizzando il relativo numero identificativo, sostituendo, però, in diversi casi, il peso del mezzo in uscita con quello di un altro mezzo meno pesante. Con una “tara” minore, quindi, secondo l’accusa, il peso netto dei rifiuti in entrata risultava maggiore di quello reale. Sarebbe stato così alterato lo scontrino rilasciato agli autisti, sul quale era indicato un peso netto maggiore rispetto a quello effettivamente trasportato. Secondo la Procura un sistema per lucrare dal momento che la Sicilfert viene pagata profumatamente, quindi gli incassi dell’azienda sarebbero stati superiori a quelli dovuti. I Comuni, e di conseguenza i cittadini, avrebbero pagato per una quantità superiore di rifiuti organici rispetto a quelli realmente conferiti. Ergo, le bollette della tari sarebbe state anche in parte gonfiate da questi dati difformi. A difendere Pietro Foderà, figlio di Michele Foderà, il fondatore della Sicilfert, è l’avvocato Diego Tranchida, che giudica “infondate” le accuse: “La cifra contestata nell’atto di accusa, come incasso non spettante, – precisa il legale – è di 2.374 euro”. Quindi stiamo parlando di una cifra irrisoria. Il Comune di Alcamo ha nominato come legale difensore Giovanna Mistretta, dirigente dell’Avvocatura comunale.