Alcamo, raccolta umido in tilt: si riducono momentaneamente turni settimanali

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Raccolta dell’umido a giorni alterni. Ad Alcamo si trascina ancora l’emergenza per questa tipologia di frazione di rifiuto: la raccolta a singhiozzo delle ultime settimane ha finito per provocare un vero e proprio accumulo che la società di gestione del servizio, l’Energetikambiente, non è in grado di smaltire in un’unica soluzione. Diverse le zone che a macchia di leopardo in questi giorni, nonostante la raccolta fosse regolarmente ripresa, sono rimaste con i sacchetti non ritirati davanti casa. Il motivo è abbastanza semplice: il Comune di Alcamo, così come tutti gli altri Comuni siciliani, hanno delle limitazioni a livello quantitativo per smaltire l’umido. Ecco perché non si riesce, a causa proprio di questo freno, a raccogliere tutta la spazzatura prodotta. In ragione di questa situazione il Comune ha deciso momentaneamente di rimodulare la raccolta dell’umido con una riduzione anche delle giornate settimanali di ritiro porta a porta. Nella cosiddetta zona “Verde”, quella fascia di territorio in cui si raccoglie la carta il martedì e la plastica il giovedì, l’umido sarà raccolto domani, mercoledì 10 aprile e nuovamente il lunedì 15; salterà quindi il turno di venerdì e questo per permettere l’alternanza con l’altra fascia di territorio, quella invece definita zona “Azzurra”. In questa parte di città, dove si raccoglie il lunedì la carta e il mercoledì la plastica, l’umido sarà ritirato venerdì 12 aprile e poi mercoledì 17. “Purtroppo – afferma l’assessore all’Ambiente Vito Lombardo – siamo costretti a muoverci così per evitare di ingenerare ancora più confusione tra i cittadini che alla fine sono vittime di un sistema di raccolta dei rifiuti su cui ha esclusive responsabilità la Regione. La carenza di impianti sta costringendo noi, come tanti altri Comuni siciliani, a dover subire queste disfunzioni”. Questa raccolta dell’umico a zone alterne rimarrà in vigore almeno sino al prossimo mercoledì 17 aprile, poi si andrà a verificare la situazione per adottare eventuali nuove soluzioni: “Noi pensiamo che, al netto di ulteriori disagi o chiusure di piattaforme, – aggiunge Lombardo – tra 10 giorni dovremmo essere in grado di aver smaltito tutto l’arretrato e dunque si tornerà alla normalità”. Alcamo ha un limite di smaltimento di umido settimanale di 90 tonnellate: la chiusura nelle scorse settimane della piattaforma di trasferenza in cui conferisce Alcamo ha fatto accumulare una grande quantità di questa frazione nelle case dei cittadini. Ovviamente quando i turni di raccolta sono ripresi ci si è trovati di fronte ad un enorme quantitativo da dover smaltire e questo ha finito per rendere impossibile il recupero di tutto il quantitativo pregresso.