Alcamo, pericolo alberi inclinati. “Si taglia ma non si programma” dicono ambientalisti

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I recenti episodi di cronaca provocati dalla caduta di alberi a causa dell’incuria o delle raffiche di vento, ha causato un certo allarme anche fra amministratori e funzionari comunali. Si teme il rischio di arrecare danni a cose ma anche a persone. Piuttosto che curare e programmare ad Alcamo, per esempio, in questi giorni si sta continuando ad alleggerire gli alti alberi ritenuti pericolanti oppure, cosa più drastica ma anche grave, a tagliarli del tutto.

E’ il caso dei pini che sorgevano in piazza della Repubblica, di fronte al castello. Erano troppo inclinati a causa della vecchiaia ma anche di una manutenzione che, nel corso dei decenni, ha sempre latitato. Per evitare rischi, secondo un’attività diretta dai dipendenti comunali Gaetano Cusumano e Vitalba Parrino, sono stati tagliati alla base. Qualche tempo fa, invece, un paio di grossi alberi erano stati tagliati lungo la provinciale per Alcamo Marina, fra il primo e il secondo cimitero. La causa fu un aggressivo fungo che distrugge l’interno dei tronchi rendendoli estremamente deboli. Altri alberi sono stati abbattuti in piazza Falcone Borsellino perché ritenuti, anche questi, pericolosi per la pubblica incolumità. Ma siamo davvero certi che nulla si poteva fare per salvare queste grosse piante? E magari quali e quante responsabilità ha l’amministrazione comunale pentastellata? E quelle precedenti?

Ad Alcamo manca il “catasto del verde”, una mappa, prevista per legge, che contiene l’individuazione di tutti i luoghi e di tutti gli alberi presenti in una città. Nessuno, per esempio, sa a quanti ammontino sul territorio alcamese se non in maniera approssimativa. “In questi anni si stanno effettuando le cosiddette capitozzature – dice Salvatore Cusumano presidente provinciale di BioArchitettura –per ridurre le dimensioni degli alberi. Un intervento che però non riduce né il pericolo  di ribaltamento e né quelli di cedimento. Fra l’altro a Natale – ha concluso Cusumano – sono stati decapitati i pini di piazza della Repubblica per realizzare un albero di Natale”. “Tagliare un albero perché pericoloso – ha aggiunto Nino Provenza, presidente regionale dell Lipu – deve rappresentare l’estrema ratio dopo che si sono provate tutte le cure del caso. Ma il vero problema è che a fronte del taglio di numerose piante, il comune di Alcamo cosa ha previsto? La presenza di alberi non è stata ripristinata e non mi pare che si una visione programmatica in tal senso. Ricordo infine – ha concluso Provenza – che già in questo periodo gli uccelli nidificano e che quindi per legge è assolutamente vietato sfrondare le chiome o tagliare i rami”. Gli alberi offrono benefici sociali, comunitari, ambientali ed economici. Possibile che ad Alcamo si pensi soltanto a tagliarli per evitare rischi?