Alcamo-Ospedale, cardiologia: tra conferme e smentite di chiusura

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L’ordine di servizio firmato dal dirigente dell’Asp di Trapani Francesco Giurlanda porta la data dello scorso 28 aprile, protocollo 0044139. Riguarda l’accorpamento momentaneo del reparto di cardiologia dell’ospedale di Alcamo a quello di medicina per consentire al personale sanitario di potere godere delle ferie durante il periodo estivo. L’accorpamento dovrebbe scattare dal 2 giugno. Questo è contenuto nel comunicato dell’Asp. Questo abbiamo detto nei Tg di Alpauno di ieri prima ancora dell’arrivo del comunicato dell’Asp. Così come la stessa Asp si è affrettata a far sapere che nessun cardiologo dovrebbe andare dal prossimo 2 maggio a Pantelleria. Tutto quindi risolto? Pare proprio di no perché ancora non sarebbe arrivata la revoca dell’ordine di servizio con il quale il dottor Gioacchino Plaia, che lavora ad Alcamo, dovrà presentarsi lunedì prossimo all’ospedale Nagar di Pantelleria. Il momentaneo trasferimento di un medico, già in una situazione carente di personale, rischia di far precipitare nella paralisi l’Unità di cardiologia dell’ospedale di Alcamo uno dei fiori all’occhiello nel panorama dell’assistenza sanitaria in provincia di Trapani. E poi chi garantisce che l’accorpamento sia solo momentaneo e non rappresenti, invece, la premessa per ridimensionare la cardiologia? Il tempo è oro per salvare la vita ad un infartuato poiché a secondo le condizioni non c’è il tempo di trasferirlo a Palermo o Trapani. L’ospedale di Alcamo da qualche anno vive un periodo difficile caratterizzato da riduzioni, un esempio l’ostetricia e pediatria portata a Partinico. In molti se ne accorgono solo sotto elezioni.  E chi non ricorda che qualche anno fa venne chiusa l’ortopedia, che fatturava un milione e mezzo di euro l’anno, trasferita a Salemi per motivi forse squisitamente politici? Anche questo reparto, ben diretto dal dottor Signorello venne chiuso. E oggi si teme giustamente per la cardiologia nonostante le rassicurazioni dell’Asp di Trapani. Intanto scendono in campo partiti e movimenti in difesa dell’ospedale. Non per amore di polemica ma solo per dovere di cronaca: ma fino ad oggi dove sono stati, sul problema ospedale, politici di lungo pelo e aspiranti a conquistare il Comune di Alcamo alle prossime elezioni comunali? Non alla demagogia contenuta nei comunicati stampa che personalmente mi interessano poco o niente. Si alle azioni concrete.