Alcamo. “Operazione Freezer” Mafia ed estorsioni, udienza per 11 indagati

Gli avvocati Saro Lauria e Vito Di Graziano chiederanno il rito abbreviato per i loro assistiti. Gli avvocati Sebastiano Dara e Tranchida debbono ancora decidere per potere difendere al meglio il loro assistito. I titolari di un’impresa di Alcamo si costituiranno parte civile nell’udienza preliminare fissata per il prossimo 22 settembre, scaturita dall’operazione Freezer. Udienza davanti al giudice della Dda di Palermo, che dovrà decidere l’eventuale rinvio a giudizio di tutti gli indagati. I titolari alcamesi dell’impresa edile hanno dato mandato all’avvocato Pietro Riggi, e nel corso delle indagini sarebbe emerso che hanno versato alcune tranche di denaro nelle casse della famiglia mafiosa, capeggiata da Ignazio Melodia che chiedeva 2 mila euro per ogni villino realizzato ad Alcamo Marina ed a San Vito Lo Capo. Non si escludono altre costituzioni di parte civile come quella del Comune di Alcamo. Durante le indagini, coordinate dalla Procura antimafia di Palermo e portate avanti dalla polizia vennero intercettate le richieste di pizzo, che successivamente gli imprenditori confermarono. Durante le indagini emerse che sono le estorsioni le corsie privilegiate dalla mafia per cercare di tenere in vita l’organizzazione mafiosa con tutte le sue ramificazioni. Estorsioni non sempre denunciate con la dovuta tempestività ma confermate una volta che le vittime sono messe alle strette dagli investigatori ed evitare così una denuncia per favoreggiamento. Davanti al gip il prossimo 22 settembre oltre alle sei persone destinatarie dei provvedimenti cautelari dovranno comparire altre cinque, che sono a piede libero. In carcere finirono: Ignazio Melodia, detto “u dutturi” per la sua laurea in medicina e Salvatore Giacalone (detto «u prufissuri”), braccio destro di Melodia,  Antonino Stella, Filippo Cracchiolo, Vito Turriciano, già condannato per l’operazione Cemento del Golfo, e Giuseppe Di Giovanni. L’avviso di conclusione delle indagini venne notificato anche ad  altri cinque indagati che sono a piede libero. Gli indagati, a vario titolo, debbono rispondere delle accuse di associazione mafiosa, estorsione e favoreggiamento. L’inchiesta, sfociata nel blitz di febbraio, è stata caratterizzata da indagini che hanno portato alla scoperta di summit mafiosi organizzati all’interno di una cella frigorifera di un negozio di orto frutta nella via Ugo Foscolo. L’operazione Freezer, fotografa, secondo gli inquirenti, la mappa aggiornata del potere mafioso alcamese. A capo dell’organizzazione gli inquirenti indicano Ignazio Melodia, fratello del boss Antonino, in carcere per scontare ergastoli.