Alcamo-Operata al seno sbagliato, procedimento disciplinare a chirurgo

Azione disciplinare per il chirurgo dell’ospedale San Vito e Santo Spirito di Alcamo che avrebbe effettuato un’operazione al seno sbagliato nei confronti di una donna di Balestrate. E’ quanto emerge dalla relazione della commissione d’indagine interna dell’Asp di Trapani nei confronti di Alida Lauria (nella foto), il medico che per l’appunto ha effettuato l’operazione su una donna disabile di 34 anni di Balestrate. Secondo quanto si apprende la commissione d’indagine avrebbe rilevato vere e proprie “carenze nel percorso clinico”. Nello specifico ci sarebbe una non corretta compilazione in ogni sua parte della cartella clinica della donna che ha subito l’intervento, non c’è traccia dell’esame obiettivo generale e locale, assenza di dati in schede di valutazione e addirittura nel modulo di consenso informativo, sottoscritto dalla paziente, non sarebbe nemmeno descritto il tipo di intervento. Tra l’altro il medico oggetto di questa azione disciplinare è lo stesso che, per fatti che esulano dalla sua attività professionale, ha ricevuto un mese fa una conclusione d’indagine per un presunto coinvolgimento nell’operazione antimafia “Freezer”. Lei è infatti la compagna di Giuseppe Di Giovanni, presunto mafioso organico all’organizzazione sgominata nel marzo scorso che era dedita alle estorsioni. Pare che Di Giovanni abbia utilizzato anche metodi intimidatori per tentare di far eleggere la Lauria che però riuscì ad ottenere solo 140 voti, non approdando quindi in consiglio comunale. Per la donna l’accusa sarebbe di “favoreggiamento”.  Ora è arrivata quest’altra tegola che pare avere davvero incredibili contorni. La vicenda è quella che riguarda l’operazione chirurgica ad una donna di Balestrate che doveva essere sottoposta ad intervento per l’asportazione di due noduli al seno destro ed invece, sulla base del racconto della stessa degente e dei suoi familiari, sarebbe stata operata nell’altra mammella. L’intervento sarebbe stato effettuato lo scorso 3 maggio e ci si è accorti del presunto errore immediatamente. Se fosse davvero così ci troveremmo di fronte ad un errore davvero clamoroso. Il calvario della donna sottoposta ad intervento comincia quando si accorge di avere qualcosa che non va nel seno destro. Prima con una visita privata e poi con una specialistica le diagnosticano la presenza di due noduli, uno di grandi dimensione oltretutto pari a 44 millimetri. L’indicazione che le viene data è quella di fare l’intervento al più presto e di analizzare i noduli attraverso una biopsia per capire la loro natura, se benigna quindi o maligna. Tutto programmato attraverso l’ospedale di Alcamo per il 3 maggio ma poi è accaduto questo clamoroso episodio i cui contorni comunque sono ancora tutti da chiarire. Alle proteste dei genitori della 34enne i medici, sempre secondo il racconto delle presunte vittime, avrebbero fatto vedere una provetta con il materiale organico asportato dal seno sinistro. Una “prova” che non ha per nulla convinto la famiglia della 34enne che ha deciso di procedere con una denuncia.