Alcamo, oltre un milione di crediti non riscossi dal Comune

Lo studio è contenuto in una relazione, predisposto dall’Ufficio legale del Comune di Alcamo e consegnato alla Seconda commissione consiliare, presieduta da Marianna Vario, che assieme ai collegi sta lavorando per cercare di avere un quadro chiaro di crediti non riscossi, le vicende, di alcuni dei quali, affondano le radici nella notte dei tempi. Sono stati definiti “crediti in itinere”. Insomma soldi che dovrebbe incassare il Comune, ormai da anni con il rischio prescrizione. Ricorsi da parte degli interessati. La cronica lentezza della giustizia italiana. La carenza di personale all’Ufficio legale. E forse anche un certo lassismo da parte del Comune fanno lievitare a ben un milione e 237 mila euro i crediti vantati nei confronti di privati e imprese. Se fossero recuperati, ma è chiaro che occorre ancora tempo e volontà di stare giorno per giorno sulle pratiche, si coprirebbe quella somma, quasi pari ai crediti avanzati, per potere fare decollare il bilancio di previsione 2015, oggetto  in questi giorni di polemiche, scontri, proposte aeree perché quando si parla di numeri bisogna farlo e dimostrarlo con carte alla mano, atteggiamenti demagogici, richiesta di chiarezza etc.. mentre Alcamo è sempre più in stato comatoso con tutti i servizi bloccati con gravissime ripercussioni verso le fasce più deboli. Esempio emblematico l’Ipab “San Pietro”, costretta a tagliare la semiresidenza a 24 bambini a rischio. Ma entriamo nel dettaglio dei crediti vantati dal Comune che pare siano di difficile riscossione. Il Comune vanta un credito di 267 mila euro nei confronti della Cooperativa Capi, che realizzò i primi alloggi popolari nella contrada Tre Santi. Un braccio di ferro va avanti da diversi anni con l’impresa Riggi al quale il Comune chiede 600 mila euro: la sentenza è prevista per il prossimo mese di novembre. Alla tessa impresa vengono chiesti altri 222 mila euro. La storia riguarda la costruzione di alloggi in contrada Sant’Ippolito. Tredici mila euro è la somma richiesta all’ex dipendente Antonino Spinò. Poi c’è il credito Mattatresa, l’ufficiale dei vigili urbani che intascava i soldi delle multe condannato a pagare 75 mila euro con rivalutazione monetaria, impugnata dal Procuratore generale. Scrive nella relazione l’Ufficio legale: “ Non si hanno notizie dell’esito di questo secondo grado di giudizio”. Riteniamo che con un salto al Tribunale ci si potrebbe informare. Per mancato pagamento del canone di locazione dell’autostazione di piazza della Repubblica il Comune vanta un credito di 50 mila euro e 10 mila euro sono contenuti in un libretto definito “dormiente”. Questo lo stato dell’arte di crediti non riscossi dal Comune, mentre ricorsi sono stati presentati dallo stesso Comune alla Corte dei conti per verificare se ci siano responsabilità interne per i ritardi nella riscossione di grosse somme di denaro.