Alcamo-Notificate ingiunzioni, il Comune ad abusivi: “O pagate o scattano ipoteche”

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Prima una lettera di messa in mora con la quale, un anno fa,  il Comune di Alcamo “intimava il rilascio dell’immobile abusivamente detenuto e il pagamento dell’indennità di occupazione sine titulo”. Una lettera, in tutto una settantina quelle inviate  dello stesso tenore ad abusivi, rimasta senza risposta. Ora la notifica di ingiunzione di pagamento che ha il significato di un vero e proprio ultimatum che sta gettando nell’angoscia un centinaio di famiglie alcamesi. Si tratta di proprietari di case abusive che non hanno mai presentato istanza di sanatoria o perché al momento dell’uscita della legge non avevano la disponibilità economica o per distrazione o dimenticanza. Le ingiunzioni, molte sono ancora in fase di notifica, sono partite dalla Direzione ufficio sanatoria edilizia e abusivismo edilizio controllo del territorio, Direzione 6 Ufficio gestione patrimonio e beni confiscati, firmata dai dirigenti Sebastiano Luppino e Venerando Russo. Le notifiche agli stessi destinatari che non hanno rilasciato l’immobile nè versato la somma richiesta e inoltre l’abitazione risulta ancora occupata sine titolo. Cifre da capogiro come per esempio l’ingiunzione n. 63 con la quale viene chiesta la somma di 62 mila  e 251 euro “quale debito nei confronti del Comune di Alcamo”. Le somme variano a seconda dei metri quadrati dell’immobile abusivo: tutte comunque con tanti zero. Le somme debbono essere versate entro 30 giorni dalla notifica dell’ingiunzione fiscale “con l’avvertimento che l’ingiunto entro il predetto termine può proporre opposizione davanti all’autorità giudiziaria e nel caso ciò non avvenisse l’ingiunzione rappresenta titolo esecutivo e precetto. Il Comune quindi procederà all’esecuzione forzata e all’adozione di misure cautelari quali il fermo amministrativo dei beni mobili registrati. L’ipoteca sugli immobili di loro proprietà, il pignoramento di crediti e cose. Come i conti correnti bancari, stipendi e fitti. Il pagamento può essere effettuato mediante versamento sul conto corrente intestato al Comune di Alcamo e con bonifico bancario sulla Tesoreria comunale”. Gli interessati possono richiedere chiarimenti a Sebastiano Luppino o a Venerando Russo. Più volte la Procura della Corte dei conti e le procure della repubbliche della Sicilia hanno sollecitato e diffidato i Comuni a prendere provvedimenti e far rispettare leggi e regolamenti in materia di abusi edilizia. “Invito queste persone a presentare subito opposizione – dice l’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella – promotore del Comitato “Articolo 25” degli abusivi assieme a Giuseppe Orlando, presidente della Confartigianato di Alcamo. Il Comitato è assistito dagli avvocati Alessandro Finazzo e Saro Lauria i quali sottolineano” che impugneranno immediatamente le ingiunzioni davanti ai giudici del tribunale di Trapani perché sono illegittime. La somma richiesta non è assolutamente congrua e secondo le nostre valutazioni va abbattuta del 60-70 per cento. I nostri assistiti sono disposti a pagare le somme ritenute giuste ed eque”.