Alcamo-Nostalgia e ricordi per la chiusura dell’ “Alter Ego”

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È stato il locale “cult” per eccellenza nella città di Alcamo. Il suo successo è durato un quarto di secolo poiché nel  dicembre 2016 ha festeggiato i 25 anni della fondazione. Come da tradizione l’attività è stata interrotta lo scorso giugno, ma superato il periodo estivo non ha più riaperto i battenti per continuare una programmazione di alto livello artistico-culturale in un locale ben frequentato dove non si sono verificati mai eccessi. Stanchezza e incomprensioni tra i soci e il portone d’ingresso della via Tenente Pietro De Blasi è rimasto serrato. C’è tanto rammarico tra i frequentatori. C’è tanta nostalgia per un locale che ha contribuito alla crescita culturale grazie alla buona musica con artisti di fama internazionale, con mostre di pittori famosi, con band all’esordio. E poi quanti amori convolati poi ai giuste nozze sono sbocciati all’Alter Ego dove si potevano anche gustare buoni piatti e varie specialità di alcolici. Mai un eccesso all’Alter Ego anche quando il Pub era affollato da tifosi per assistere, per esempio al derby d’Italia, tra la Juventus e l’Inter. E poi quelle serate per ascoltare per esempio gli Holmes Brothers, band americana di blues. L’esibizione, il sei gennaio di due anni fa di Giuditta Sin, romana e regina italiana del Burlesque, di Gai Bennici, deceduto due anni fa, e considerato uno dei migliori chitarristi italiani di blues, E  tanti cabarettisti poi diventati famosi come Ficarra e Picone, l’alcamese Antonio Pandolfo, i palermitani Ponte e Vespertino, Sconsolata (Anna Maria Barbera), Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo soccorso, Gigi e Ross, che oggi presentano Made in Sud, il cantante irlandese Andy Wraith, Billy Goodman, chitarrista dei Jefferson Air Plane. Concerti di altissimo livello in collaborazione col Brass Group. E i tradizionali appuntamenti musicali del giovedì sera. La chiusura dell’Alter Ego, che in tantissimi sperano che possa riaprire mantenendo il target che lo ha contraddistinto, oltre a segnare la fine di un’epoca, è il segnale forse dei cambiamenti. Ad Alcamo sono spuntati numerosi localini in centro. Una stanzetta a pianterreno per installare un bancone e attività all’aperto, con musica sparata ad alto volume in barba a leggi e regolamenti e raffica di denunce da parte di cittadini alcamesi che continuano a lamentare la carenza di controlli. L’Alter Ego è un esempio da seguire. Parenti insonorizzate e mai lamentele dagli abitanti che vivono accanto al locale. Le autorità, in primis il Comune di Alcamo, e a tutti i livelli ne prendano atto. Ma se la movida selvaggia ha danneggiato l’Alter Ego, altri locali hanno chiuso di recente i battenti. Il Barrique, Living Room, Bacco’s e Bios. Quest’ultimo ha lavorato poco più di un anno. Per aprire locali investitori sono arrivati anche da fuori Alcamo. Di recente sono stati aperti altri due locali: piazzetta Vespri e via Barone di San Giuseppe. Sono fioriti invece gazebo di varia forma e colore in piazza della Repubblica. La concorrenza ha fatto notevolmente abbassare il prezzo degli alcolici ed aumentare il numero dei consumatori, secondo il Sert, anche minorenni. Cambiano i tempi ma ad Alcamo la nostalgia dell’Alter Ego è di grande attualità. La celebrazione di 25 anni ha fatto sfogliare a centinaia di alcamesi l’album dei ricordi. Un amarcord con qualche lacrima di commozione. L’idea di fondare l’alter Ego nacque a Paolo Reginella a Londra durante un viaggio tra amici.