Alcamo, movida selvaggia .“Musica all’aperto”, abitanti disperati e inascoltati

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Da piazzetta Vespri a piazza Mercato. Da Piazza Ciullo a piazza della Repubblica, si leva alto il grido di aiuto disperato da parte di centinaia di alcamesi, che continuano a non trovare risposte dalle Istituzioni assenti a tutti i livelli, di fronte al degrado del centro storico, vandalizzato durante le ore notturne della movida che definire selvaggia è poco. Ma il grido disperato. Il grido di aiuto per scuotere le autorità a tutti i livelli, riguarda la musica sparata a massimo volume all’aperto durante la notte. Nella Repubblica di Alcamo è consentito piazzare maxi altoparlanti davanti ai locali che sparano musica. Sabato scorso quella che proveniva da piazza Mercato arrivava sino a piazza Libertà sede del commissariato di pubblica sicurezza. Un deriva incomprensibile ripresa con la fine della villeggiatura. Abitanti esasperati. Autorità assenti nonostante le violazioni al codice penali come l’articolo 659 che così recita: “Il disturbo alla quiete pubblica è un reato punibile penalmente in quanto genera fastidio e lede il diritto al riposo e alla tranquillità di svariate persone. Ricordiamo inoltre la pericolosità dell’ inquinamento acustico e di andare a letto e non potere dormire. C’è gente che la mattina dopo deve andare presto a lavorare. Oltre al rumore della musica in sé, ci sono anche schiamazzi notturni in diverse strade del centro storico dove si consuma alcol e spesso anche droga. Carenti o inesistenti i controlli. La legge italiana non permette di creare rumori sopra alla soglia di tollerabilità, soprattutto in certi orari, che sono adibiti al riposo. Per questo motivo il disturbo alla quiete pubblica viene punito penalmente. Ma quando e dove? E Ad Alcamo cosa fanno le autorità? L’assessore Stefano Alessandra, egli stesso vittima della movida selvaggia, promette interventi. Ma quando? Non si sa, nonostante l’urgenza del problema. intanto soprattutto il sabato notte e anche in certe zone il lunedì sera e il giovedì la gente impazzisce. Assente il Comune di Alcamo nonostante il regolamento approvato nel 2009 dal consiglio comunale che vieta la diffusione di musica e video all’aperto. Ma ci sono norme non scritte più importanti: quello del rispetto delle persone. Ridateci il commissario comunale Giovanni Arnone chiedono gli abitanti che nel 2015 formarono un comitato. Incontrarono Arnone il 24 novembre del 2015 che in 24 ore adottò i provvedimenti per bloccare lo scempio notturno. Ridateci Ignazio Caldarella che sull’argomento musica all’aperto presentò interrogazioni. Oggi silenzio al Palazzo comunale con un’opposizione inesistente. Anche la chiesa scese in campo nel novembre del 2016 con il parroco del Collegio che invocò interventi per bloccare gli eccessi della movida selvaggia. Tutti appelli rimasti inascoltati. “Per favore – dicono decine di abitanti – che per paura di ritorsioni preferiscono l’anonimato – liberateci dallo scempio notturno della musica all’aperto”. Alcuni anni fa i carabinieri di Alcamo ritirarono dal Comune le autorizzazioni concesse per la proroga della musica all’aperto. L’indagine per verificare se un Comune può derogare alle leggi esistenti dello Stato. L’indagine non ebbe seguito poiché nel frattempo due ufficiali vennero trasferiti.