Alcamo-Movida selvaggia, incontro al Comune col commissario

Da piazza della Repubblica a piazza Mercato. Da piazza Ciullo alla via Mazzini. Si tratta delle zone della movida selvaggia, fuori legge, bevuta e chi ne ha più ne metta. Si tratta delle zone molto abitate dove vivere è diventato difficile. Musica sparata all’aperto a tutto volume e sino a notte fonda. Schiamazzi notturni e vandalismi di vario genere che vedono negativi protagonisti ragazzi spesso ubriachi o storditi da qualche spinello. Leggi e regolamenti violati, Leggi non scritte che sono quelle della buona educazione e rispetto per gli altri nemmeno prese in considerazione. Insomma ad Alcamo città dell’illegalità diffusa ognuno può fare ciò che vuole anche perché le autorità preposte di controlli ne fanno pochi. Cittadini esasperati e mentre in tutta Italia si organizzano controlli. Si chiudono locali. Si sequestrano apparecchiature musicali installate all’aperto, ad Alcamo, repubblica delle banane tutto è consentito. Succede che nel centro storico per la musica ad altissimo volume tremino i vetri delle abitazioni. E le autorità dove sono. Non si sa. Si deve lavorare rispettando le regole altrimenti si chiudano i locali. Intanto si sa solo che nella risposta consegnata ieri al consigliere Ignazio Caldarella sulla ordinanza di vendita di alcolici e della musica all’aperto, (ma al Comune sanno che esiste un regolamento ad hoc?) è scritto che durante controlli, sedici della polizia municipale, nel periodo che va da marzo 2015 al 31 maggio scorso non sono state riscontrate alcun tipo di violazione. Chiaramente Caldarella si è dichiarato sorpreso dalla risposta e naturalmente insoddisfatto. Intanto è stato formato un comitato di cittadini del centro storico che lunedì, sulla movida selvaggia, incontreranno alle 10 al Comune il commissario straordinario. Arnone di recente aveva incontrato proprietari di locali invitandoli a rispettare le regole. A suonare uno alla volta e a basso volume, ma chiaramente il suo appello non è stato preso in considerazione perché bastava fare un giro in piazza Ciullo sabato scorso per rendersi conto che l’appello di Arnone è stato solo aria fritta. Al disturbo della quiete pubblica si aggiunge lo scempio ben visibile la domenica mattina con centinaia di bottiglie di alcolici nelle strade del centro e tanto altro. E poi sorge legittimo un interrogativo. Può un Comune se esistono leggi che regolano i decibel etc.. derogare alla legge? Secondo il segretario generale del Comune  Cristofaro Ricupati la risposta è no. Invece le deroghe sono all’ordine del giorno. Perché polizia, carabinieri e finanza non aprono un’indagine ? Potrebbe essere l’inizio di una svolta per riportare pace e tranquillità nel centro storico.