Alcamo: morte bimbo, oggi decide il Gip

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ALCAMO – Entro oggi la donna messicana accusata dell’omicidio del figlio di 5 anni, trovato morto lunedì mattina nella sua abitazione nel centro storico di Alcamo, saprà la sua sorte. Il Giudice per le indagini preliminari dovrà infatti pronunciarsi riguardo al fermo eseguito la notte tra lunedì e martedì scorso dal commissariato di polizia alcamese su input della Procura di Trapani che appena due giorni fa ha chiesto proprio la convalida del provvedimento. Oramai il quadro è delineato e le indagini non potranno prendere altra direzione rispetto a quella attuale in cui si parla di forti indizi di colpevolezza della mamma della piccola vittima. Soltanto la prossima settimana, con i primi risultati istologici e tossicologici in seguito all’esame autoptico effettuato sul corpo di Lorenz, si potrà sapere qualcosa di più. L’indagata, che si trova in isolamento al carcere di San Giuliano di Trapani, anche davanti al gip ha continuato a negare ogni accusa. Ha sostenuto di non avere costretto lei il figlio ad ingerire il farmaco da lei stessa usato per curare una forma di depressione che gli è stata riscontrata sin da quando ha rotto il rapporto con l’oramai ex marito, un alcamese emigrato in Germania. In pratica ha continuato a confermare che il figlioletto avrebbe ingerito quanto contenuto in un flacone in un momento di sua distrazione. La Procura, però, ha raccolto elementi che la inchioderebbero o che comunque fanno emergere discrepanze tra il racconto della donna e quanto riscontrato dai rilievi effettuati dalla scientifica. Intanto ieri pomeriggio in tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto a Lorenz nella chiesa di Sant’Anna ad Alcamo, dove si svolti i funerali. Sguardi affranti, ancora increduli; c’è chi tocca la bara quasi a volere benedire quel corpicino. Poi all’uscita del feretro un lungo applauso commosso. La disperazione è palpabile: c’è chi abbraccia la bara come se non volesse arrendersi alla tragica realtà; il nonno del piccolo, evidentemente rivolgendosi alla nuora, grida tutta la sua rabbia:

L’auto con la bara si allontana lentamente per dirigersi verso il cimitero, in tanti assiepati davanti al piazzale della chiesa rimangono fermi in un silenzio quasi irreale. Sgomento anche l’arciprete della città, che ha officiato la cerimonia, il quale ha sottolineato durante l’omelia che questa tragedia colpisce tutti, e non solo le famiglie direttamente coinvolti. L’alto prelato ha confermato quanto trapelato nei giorni scorsi, e cioè che la donna era in gravi difficoltà economiche e sui rivolgeva alla San Vincenzo per avere un sostegno economico. La sua voglia era propria quella di volere partire con il figlio e ritornare in Messico:

Neanche di fronte al tam tam mediatico la gente che conosceva la donna riesce a darsi pace. Tutti giurano sull’assoluta bontà dell’indagata e sul suo grande attaccamento al figlio. Oltretutto da due anni i servizi sociali del Comune seguivano la donna proprio per le sue gravi condizioni economiche:

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