Alcamo-Mano pesante del Comune, altra dipendente sospesa

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Arriva un nuovo provvedimento disciplinare per il personale in servizio al Comune di Alcamo. Ad essere stata sospesa una dipendente con tratto a tempo determinato. Si tratta di una donna di 49 anni, appartenente in pianta organica al Settore Ambiente, Patrimonio e Servizi manutentivi. La lavoratrice ha scontato 5 giorni di sospensione, con relativa trattenuta del 100 per cento della retribuzione per tutte le 5 giornate. Oltretutto la stessa dipendente aveva avuto un altro contenzioso con il Comune nel 2014 ed allora le fu inflitta addirittura una sospensione di oltre due mesi. Si tratta dell’ennesimo provvedimento di questo genere che viene applicato dal municipio, il terzo negli ultimissimi mesi: un altro aveva riguardato sempre un dipendente appartenente al Settore Ambiente, Patrimonio e Servizi manutentivi: ben 11 giorni di sospensione, di cui 10 effettivi con totale decurtazione dello stipendio, e l’undicesimo invece con un taglio del 50 per cento. Ad essere stato applicato uno specifico articolo del contratto collettivo nazionale di lavoro che risale al 2006: per ragioni di privacy non vengono rese note le motivazioni del pesante provvedimento ma ciò che è certo è che la decisione è figlia di presunte “gravi violazioni ai doveri di servizio”. Continua quindi la guerra tutta interna tra la struttura burocratica, la politica e il personale dell’ente municipale. Una strada già tracciata dall’oramai ex sindaco Sebastiano Bonventre e proseguita oggi con la gestione commissariale. Una prima sanzione scattò per un altro dipendente di 65 anni: secondo quanto gli sarebbe stato contestato non avrebbe ottemperato all’ordine di servizio che prevedeva il suo trasferimento in altro Settore. Non si è presentato al lavoro, adducendo di essere in malattia, ma non avrebbe presentato alcun certificato medico. Ad essere stata determinata la sospensione del lavoratore per un giorno e la relativa decurtazione dallo stipendio della stessa giornata lavorativa. Si tratta di una guerra che va avanti oramai da lungo tempo e che il commissario del Comune sembra voler proseguire in nome del risparmio, almeno sino a che rimarrà in carica. Infatti il pugno duro nasce essenzialmente da una situazione di altissima tensione che oramai da due anni si è creata, cioè da quando l’allora sindaco Bonventre aveva ordinato l’arruolamento di personale interno per effettuare alcuni servizi in economia, senza quindi dover per forza espletare appalti con costi enormemente più alti. Operazione che ha portato ad altre sospensioni e le più gravi riguardarono due Asu che addirittura dovettero ricorrere al giudice del lavoro per essere reintegrate.