Alcamo: lavori Cave Cappuccini, no del comitato

Continuano a far discutere i lavori in corso presso le cave Ex Cappuccini di Alcamo. Dopo la levata di scudi degli ambientalisti, che hanno di fatto smentito la posizione del Comune che parlava di interventi frutto della sinergia proprio con tutto il mondo dell’associazionismo, adesso a prendere posizione è il comitato “Difendiamo il geosito cave cappuccini” che prende ancora le distanze dalla realizzazione di queste opere pubbliche. Il Comitato in una nota, pur apprezzando gli sforzi fatti da tecnici e amministratori nel raccogliere i suggerimenti dati da geologi, paleontologi ed appassionati del proprio territorio nel modificare il progetto dell’anfiteatro all’interno del geosito Cava Cappuccini, torna ad esprimere tutto il suo disappunto e perplessità sui lavori, che andrebbero eseguiti nella salvaguardia della singolare e specifica conformazione e connotazione dei luoghi. “In questi siti – si legge in un nota del comitato – andrebbero esclusi tutti quegli interventi che possano alterare o compromettere l’integrità e la riconoscibilità dei luoghi, come sbancamenti o movimenti di terra significativi, introduzione di elementi di interferenza visuale e cancellazione dei caratteri specifici. Quindi si dovrebbe operare nel rispetto e nella valorizzazione di tutte le sue particolari e singolari connotazioni geologiche e geomorfologiche”. Secondo lo stesso organismo non è un caso infatti che nel parere della Sovrintendenza era espressamente prescritto che i lavori dovevano eseguirsi sotto la supervisione continua di «esperti paleontologi»: “Motivo per cui – aggiunge il comitato – riteniamo che, presumibilmente, per 40 giorni i lavori siano stati eseguiti in difformità del parere della Sovrintendenza e, parrebbe, anche in assenza di un progetto definitivo visto che, nonostante le nostre reiterate richieste sia scritte che per le vie brevi, finora non è stata resa pubblica la versione definitiva del nuovo progetto”. Alla luce proprio di questa situazione lo stesso comitato rinnova la richiesta di un incontro pubblico con amministrazione comunale e tecnici già da tempo richiesta attraverso un’ufficiale istanza per visionare il progetto definitivo. Il mondo dell’associazionismo da tempo è in allarme per via della realizzazione di questa opera pubblica che sorgerebbe proprio sopra un sito paleontologico. Per questo motivo è stato chiesto lo stop al cantiere. Lavori che però, dicono al Comune, se fermati produrrebbero intanto il pagamento di una penale altissima e poi il fermo della costruzione produrrebbe la perdita non solo del finanziamento ma anche quella di posti di lavoro specialmente in edilizia, settore fermo e in forte crisi occupazionale con risvolti per niente leggeri socialmente in città. Si è parlato quindi di interventi meno invasivi ma questo non è bastato per convincere gli ambientalisti della bontà di questa mastodontica opera pubblica.

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