Alcamo, la politica delle esternazioni e il “gatto e la volpe”

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C’erano un a volta il gatto e la volpe. Prendendo ad esempio questi due personaggi di “Pinocchio” così definì l’ex sindaco Massimo Ferrara i sindacalisti Franco Lo Sciuto (Cisl) e Damiano Galbo (Cgil). Che cosa avevano fatto di tanto grave per meritarsi questi appellativi? Avevano osato criticare il massimo cittadino alcamese perché il bilancio di previsione era stato approvato senza un confronto preventivo con le forze sociali, come erano soliti fare anche ad Alcamo i politici della Prima repubblica. Oggi invece stranamente assistiamo a critiche e prese di posizioni a posteriori rispetto ai provvedimenti adottati. Così in campo per prima a strepitare contro l’approvazione di aumenti di tasse comunali è stata la Cgil. Ora è scesa in campo la triplice Cgil, Cisl e Uil che chiede un incontro col commissario, ma ormai è troppo tardi, per rivedere quanto deciso una quindicina di giorni fa. Al codazzo delle proteste si è accodato anche l’ex consigliere Franco Orlando, che ne dice di tutti i colori ai consiglieri comunali. Riteniamo che gli interventi dovevano essere preventivi all’arrivo in consiglio di determine e delibere. Inoltre ribadiamo che i numeri si contestano con numeri e proposte reali e non con dichiarazioni, che lasciano il tempo che trovano. Che chiaramente sono strumentali, lanciate in vista delle elezioni comunali. I numeri si confutano con i numeri e così dimostrare che si poteva fare diversamente. Solo in questo caso il giudizio delle persone sarebbe stato più reale. I criticoni del giorno dopo vanno inseriti nella speciale tabella dei buoni, ovvero dei parolai,  i brutti cono coloro i quali erano assenti o si sono astenuti, i cattivi, messi alla gogna mediatica, coloro i quali votando consentiranno di approvare il bilancio  evitando le gravissime conseguenze del dissesto finanziario del Comune. Ciò consentirà di rimettere in moto la macchina amministrativa con benefici per servizi e lavori pubblici. Ma sono stati veramente cattivi? E i buoni cosa propongono naturalmente numeri alla mano? Giuseppe Maniscalchi