Alcamo-La morte di Lorenz, domani la sentenza per Aminta

 

La richiesta della condanna all’ergastolo a conclusione della requisitoria del pubblico ministero. La richiesta di assoluzione alla fine di due lunghi e articolati interventi  da parte degli avvocati Caterina Gruppuso e Saro Lauria, rivolta ai giudici della corte di assise di Trapani dove si celebra il processo a carico di Aminta Altamirano Guerrero, la donna di origine messicana, accusata di avere ucciso il figlio Lorenz di 5 anni. La sentenza sarà emessa domani dopo una serie di udienze caratterizzate da varie testimonianze e da perizie chieste sia dai giudici che dai difensori. Domani Aminta Altamirano Guerrero conoscerà il suo destino. Ovvero se rimarrà in carcere o potrà tornare nella città di Puebla di Zaragoza, dove conobbe il pizzaiolo alcamese Enzo Renda, con il quale nel 2009 ebbe un bambino ma la loro relazione sarebbe diventata burrascosa quando Aminta si trasferì ad Alcamo. Città in cui vivono i familiari di Renda, che come è emerso durante le udienze, non avrebbero mai accettato la relazione del figlio, così quell’innocente nipotino: Lorenz morto nel luglio del 2014 dopo avere ingerito un farmaco. Per il pubblico ministero a darglielo sarebbe stata Aminta, che ha sempre respinto quest’accusa. Aminta, abbandonata dal compagno, costituitosi parte civile, viveva di stenti. Aiutata dalla Caritas e da alcamesi di buona volontà . Gli avvocati Lauria e Gruppuso sono convinti di avere dimostrato, carte e perizie alla mano che non è stata la donna ad avere dato al figlio quel flaconcino del Laroxyl, che provocò la morte del piccolo. I difensori manifestano un cauto ottimismo e parlano di processo indiziario.Il Pm Antonio Sgarella invece  nella ricostruzione che  ha fatto dell’intera vicenda ha sottolineato come il racconto della donna secondo cui il bambino in maniera autonoma, mentre lei dormiva, avrebbe preso il flaconcino del Laroxyl e dopo averlo bevuto lo avrebbe chiuso con il tappo, sia totalmente falso”. Tesi contestata dai difensori per i quali non c’è alcuna responsabilità di Aminta per la morte del figlio, sottolineando come la donna vive nel dolore ricordando continuamente Lorenz. In diverse occasioni il papà di Aminta è venuto dal Messico per stare vicino alla figlia, che ha trascorso lunghi periodi nelle carceri palermitane di Pagliarelli. La sentenza, come dicevamo, è prevista per domani.