Alcamo-La crisi nel corso stretto, va via la farmacia Manno

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Il trasferimento della storica farmacia “Manno” di Alcamo, insediata al numero civico 62 del corso VI Aprile di Alcamo, ai primi del ‘900, rappresenta l’ultimo atto della desertificazione del corso stretto. A partire da lunedì prossimo la farmacia riaprirà nella via commendatore Navarra n. 45. Continua dunque la grande fuga delle attività commerciali in quello che ha rappresentato il fulcro di tanti negozi e delle passeggiate degli alcamesi, proiettate verso piazza Bagolino da dove si gode il panorama dell’intero Golfo di Castellammare. La gestione della farmacia “Manno”, è giunta oggi  alla quarta generazione e in molti ricordano Marianna Raccuglia, chiamata affettuosamente la signora Manno, che per tante decenni ha rappresentato un punto di riferimento per tantissimi alcamesi, che accoglieva con un sorriso. La desertificazione del “corso stretto” non conosce sosta è oggi sono una quindicina le attività di vario genere che combattono una sorta di resistenza per continuare la loro attività commerciale o altro. Quanto ha inciso l’istituzione dell’isola pedonale permanente, che al Comune sostengono che indietro non si torna e quindi sarà mantenuta? Secondo i commercianti le campane a morto hanno iniziato a suonare con l’istituzione dell’isola pedonale. Secondo le associazioni che si sono battute per l’isola pedonale il continuo traffico di auto ha disabituato gli alcamesi a fare acquisti e quattro passi nel tratto di corso tra Porta Palermo e piazza Ciullo. Va detto che oggi sono cambiate le abitudini. La città si è espansa e nel centro storico decine sono piccoli e grandi immobili disabitati  in vendita o che si affittano.  Un tempo ogni domenica, quando finiva la celebrazione della messa delle ore 11, nel corso stretto sembrava vivere i giorni della Festa della Madonna. Stessa cosa nei pomeriggi festivi. E anche oggi la domenica sera, tempo permettendo, si passeggia nel corso ma durante la settimana pochissime presenze. Così molti commercianti hanno deciso di trasferirsi altrove. Numerosi gli “affittasi”, alcuni da molto tempo nel corso stretto e forse destinati a rimanere ancora vuoti. Anche il “caro” affitti ha contribuito alla fuga dei negozianti che con il calo delle vendite non potevano più far fronte alle tantissime spese. Diverse le interrogazioni per cercare di creare iniziative per rilanciare il centro, rimaste lettera morta. Di recente i giovani di Diventerà bellissima hanno inviato una lettera al sindaco chiedendo la riapertura e quindi l’abolizione dell’isola pedonale, ottenuta dopo oltre 25 anni di battaglie, grazie all’allora commissario comunale. Quali le soluzioni per rilanciare il corso stretto? Riaprire un dibattito con i negozianti, le associazioni di categoria e i politici potrebbe essere l’inizio di un cammino per dare ossigeno ai negozianti e far rifiorire le attività.