Alcamo, infiltrazioni d’acqua nel nuovo cimitero

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Il rischio è che presto una cinquantina di bare sepolte in fosse gentilizie nel nuovo cimitero Santissimo Crocifisso di Alcamo, possano iniziare a galleggiare sull’acqua. Forse sarà necessario un salvagente per tenerle a galla. E’ allarme per l’infiltrazione di acqua sotto il terreno delle fosse gentilizie che sta provocando notevoli preoccupazioni nei parenti e famigliari dei defunti. Va ricordato che nelle aree dove sorge il nuovo cimitero un tempo c’erano coltivazioni di ortaggi e frutta, che richiedono grandi quantitativi di acqua. I proprietari delle fosse gentilizie hanno chiesto un incontro col commissario, il quale ha risposto che li convocherà non appena ricevuta una relazione sulla vicenda. Intanto esplode la polemica tra gli Uffici dei servizi cimiteriali e il consigliere comunale Ignazio Caldarella che sul problema ha presentato un’interrogazione, alla quale hanno risposto l’ingegnere Enza Parrino e l’architetto Aldo Palmeri, responsabile dell’ufficio. Secondo la Parrino e Palmeri tutto sarebbe conforme alle previsioni degli interventi effettuati. Secondo Caldarella le risposte sviano rispetto alle domande formulate con l’interrogazione e lo dimostrano le infiltrazioni di acqua. Ma un dato è certo l’acqua ormai sfiora numerose bare e c’è preoccupazione tra i proprietari delle fosse gentilizie a tre posti. Terreni acquistati a caro prezzo dal Comune per potere dare una degna sepoltura ad un familiare o a un parente. Numerosi alcamesi sono stati costretti a seppellire in via provvisoria in tombe messe a disposizione di amici o parenti perché a causa delle infiltrazioni di acqua non possono realizzare in totale sicurezza le fosse gentilizie. Per realizzare il cimitero santissimo Crocifisso sono stati necessari oltre 20 anni tra espropri, ricorsi e controricorsi dei proprietari dei terreni. Tra appalti e pagamenti alle ditte e così via. Ma sarebbe necessario che si faccia chiarezza sui motivi delle infiltrazioni d’acqua e se emergono responsabilità si proceda con i provvedimenti del caso. Se ci sono colpe è giusto che paghi chi ha sbagliato, così come per l’erogazione idrica: invece sembra che negli enti locali si goda di una impunità maggiore rispetto alla Camera dei deputati e del Senato.