Alcamo: in fiamme auto di un pompiere, dubbi sul dolo

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ALCAMO – A fuoco questa notte l’auto di proprietà di un vigile del fuoco. In fiamme un Suv modello Nissan Qashqai, andato quasi del tutto distrutto, posteggiato in via Capitano Savoia, traversina della principale via Monte Bonifato. Molti dubbi aleggiano sulle cause dell’incendio: i vigili del fuoco del locale distaccamento, intervenuti sul posto per domare le fiamme, non hanno trovato nessuna traccia che possa dare una chiave di lettura a quanto accaduto. Non si esclude in queste prime ore quindi che si possa anche essere trattato di un incendio causato da qualche problema elettrico del mezzo, ma al contrario non si può scartare nemmeno l’ipotesi del raid doloso. Ad indagare il commissariato di polizia di Alcamo che tiene in considerazione ovviamente tutte le ipotesi a disposizione anche se in queste prime battute pare che si privilegi la possibilità delle cause accidentali. L’allarme per l’incendio è scattato poco dopo la mezzanotte: sono stati i residenti della zona a chiamare pompieri e polizia dopo avere udito un enorme boato a causa dell’esplosione di parti meccaniche del motore, da dove pare essersi originato il rogo. Gli inquirenti al momento non si sbilanciano anche perché l’indagine è alle primissime battute e quindi ancora deve svilupparsi adeguatamente con una serie di riscontri che in queste ore gli agenti stanno effettuando. A prescindere dalla matrice dell’episodio la sensazione più che palpabile è che nel territorio a cavallo tra Alcamo e Castellammare del Golfo stia salendo altissima la tensione ed episodi incendiari oramai si susseguono a ritmo vertiginoso. Proprio ad Alcamo nei giorni scorsi è stata data alle fiamme la finestra di un immobile in costruzione di proprietà di un imprenditore alcamese di 42 anni incensurato: la polizia ha trovato accatastate vicino l’infisso delle tavole di legno proprio per alimentare il rogo. All’alba dello scorso 29 novembre un altro raid con la distruzione dell’auto di un pregiudicato in via Cordova, stradina del centro storico; qualche giorno prima analoga situazione ha colpito un ambulante tunisino di 40 anni a cui è stato incendiato il furgone nello spiazzo di Piano Santa Maria. Ed ancora alla fine dello scorso mese di ottobre, invece, fu incendiata l’auto di servizio di un dirigente dell’Aimeri ambiente, la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. Non da meno Castellammare del Golfo dove negli ultimi giorni si sono succeduti altri analoghi episodi: appena qualche giorno fa è stata incendiata l’auto vicino al porto di un imprenditore; lo scorso 11 novembre fu data alle fiamme un’altra auto, in contrada Cuti ed anche in questo caso ad essere preso di mira il mezzo di un libero professionista di 40 anni. Il 20 novembre invece furono dati alle fiamme la tettoia in legno ed alcuni infissi di un casa vacanze in contrada Tavolata, zona che si trova a monte della spiaggia Playa. L’abitazione risulta essere intestata ad un castellammarese impiegato che avrebbe però interessi economici in varie attività ristorative e non di Castellammare con il fratello.