Alcamo in festa per i quattro nuovi sacerdoti

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Chiesa madre gremita sabato sera per l’ordinazione sacerdotale di quattro nuovi preti. Una concelebrazione intensa e molto partecipata che ha riempito le navate. Il vescovo Pietro Maria Fragnelli, nel corso dell’ omelia ha dichiarato “In questo momento, le nuove generazioni di Alcamo e di tutta la Diocesi si rendono conto che il Vescovo e la Diocesi, con l’ordinazione sacerdotale, stanno rivolgendo loro non una semplice lettera di incoraggiamento e di augurio; stanno consegnando loro una risposta scritta nella carne e nel sangue di quattro nuovi preti”. Non li consegniamo come eroi, aveva detto prima il vescovo, ma come persone in carne ed ossa con i loro limiti ma anche con la forza del loro coraggioso “si” per sempre a Dio. “E voi, poveri di questa nostra diocesi – ha continuato il vescovo – voi presenti e soprattutto voi assenti – purtroppo spesso nelle nostre chiese i poveri sono assenti! – voi, poveri, avete una voce potente sul cuore di questi ordinandi: la vostra voce si è levata forte ed essi hanno riconosciuto – nella vostra voce – Gesù che li chiamava. In voi – poveri di ogni forma di povertà – Gesù è presente e chiama alla vita nuova, al cambiamento radicale. Camminando con voi troveranno la scommessa vincente sul senso e sulla bellezza della vita. Per il vescovo i poveri non rappresentano “la difficoltà” della società e della chiesa ma invece la porta per uscire dalla crisi. “Grazie a voi, poveri, noi tutti troveremo la porta per uscire dalle difficoltà morali ed economiche del nostro tempo. Voi sarete i primi alleati non solo di questi quattro sacerdoti che oggi ordiniamo, ma di tutta la nostra diocesi trapanese. A me Vescovo e a voi poveri confido il sogno di un santo vescovo pugliese, don Tonino Bello, che il 7 maggio 1987 scriveva ad un giudice: “Spero di incontrarla ancora… magari per qualche lascito testamentario in cui un prete mi nomini finalmente erede universale dei suoi debiti, contratti per aiutare i poveri. Quel testamento lo accetterò immediatamente”. Tra le voci più genuine che rappresentano insieme la freschezza della vita giovane e della povertà radicale, il vescovo Fragnelli ha citato le monache di clausura dei monasteri di Alcamo: “Le nostre parrocchie si ammalerebbero di attivismo sterile e deformante se voi non ci richiamaste continuamente alla vita interiore. Voi ci aiutate a scoperchiare i tetti della quotidianità – così spesso soffocante – e ad accorgerci che il Figlio di Dio ha aperto i cieli e continua a tessere con noi un misterioso dialogo”. Infine il richiamo ad ascoltare il sussurro forte della voce di Dio: “Usciremo da questa chiesa, che porta l’eco dei secoli, cercando di metterci in ascolto della tua voce misteriosa e gioiosa, che ci ha convocati da tutta la Diocesi, dalla Romania e dal Rwanda. Cercheremo con Papa Francesco di spenderci per l’inclusione sociale ed ecclesiale dei poveri, per il dialogo e la pace a tutti i livelli”. Si trattava dei tre giovani diaconi: l’alcamese Fabio Angileri, 31 anni – una laurea in informatica prima di entrare in Seminario – che come diacono svolgeva il suo servizio pastorale a Castellammare del Golfo mentre studia diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense a Roma; Giuseppe Bruccoleri, 30 anni di Calatafimi-Segesta, cresciuto nell’Azione Cattolica della sua parrocchia, quella di San Silvestro Papa a Calatafimi, ha concluso gli studi di teologia e attualmente svolge il suo ministero nella chiesa Madre di Alcamo collaborando con mons. Puma; Boniface Nkurunziza, 36 anni del Rwanda, da anni residente a Trapani, ottavo di dodici figli, fuggito dal genocidio del suo Paese, poi giunto in Congo, in Spagna e infine approdato a Trapani dove ha consolidato la sua scelta di consacrazione scegliendo di entrare in Seminario e attualmente collabora con mons. Benedetto Cottone nella parrocchia Sacro Cuore a Trapani. Con i diaconi del seminario diocesano è stato ordinato presbitero anche un frate dell’ordine dei francescani conventuali, Fra Sergio Farcas, 28 anni, rumeno di nascita (è nato a Targu Frumas), frate francescano dal 2007 che da circa un anno vive nella comunità francescana conventuale di Alcamo. Ieri i quattro sacerdoti ordinati sabato hanno celebrato nelle loro comunità di origine la loro “prima messa”, per poi concelebrare insieme nella parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” a Trapani alle ore 19.00. Oggi , lunedì, alle ore 21.00 la concelebrazione presso il Santuario di Sant’Anna a Pizzo Argenteria; sabato prossimo 18 gennaio alle ore 18.00 concelebreranno, di nuovo insieme, presso la parrocchia “San Silvestro Papa” a Calatafimi-Segesta.