Alcamo-Imu e Tasi al rialzo, il consiglio approva “a denti stretti”

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Alla fine, seppur con una maggioranza risicata, il consiglio comunale è riuscito a far passare la manovra di aumento dei tributi Imu e Tasi. Pd, Sicilia democratica e Nuova Presenza sono stati l’asse portante che ha sostenuto la manovra proposta dal commissario straordinario del Comune, Giovanni Arnone, il quale ha chiesto un sacrificio ai cittadini, l’ennesimo a dire il vero degli ultimi anni, per far quadrare i conti del municipio. La Tasi è stata portata dall’1,5 al 2,2 per mille per le abitazioni principali, l’Imu sui fabbricati ad uso delle attività produttive all’8,6 anziché al 9,6, quello sulle seconde case portato al picco massimo del 10,6. Ad oggi, secondo quanto relazionato dal commissario, è impossibile trovare altre alternative per coprire il buco da circa 1,4 milioni di euro in bilancio. Arnone ha comunque preso l’impegno di redigere immediatamente il bilancio 2016 predisponendo l’abbassamento delle aliquote al livello del 2014.
Il Commissario ha anche illustrato il modo in cui si riuscirà a raggiungere questo obiettivo: in primo luogo attraverso l’internalizzazione dei servizi, utilizzando gli 800 tra dipendenti e contrattisti del municipio in modo più organico. Ad ogni dirigente e responsabile di Settore è stato richiesto di formulare una proposta in ordine ad un utilizzo ben strutturato per impiegare personale negli ambiti in cui necessitano. Ad oggi le carenze più croniche si registrano per le squadre operative esterne. Molte perplessità si sono registrate rispetto a questo obiettivo che si è posto il commissario se si considera che già da due anni il suo predecessore, il sindaco Sebastiano Bonventre, aveva tentato questa strada ma senza successo.
E’ stato muro contro muro in particolare con i consiglieri dell’Ucd che hanno addirittura sollevato un’illegittimità della proposta delle aliquote Tasi, tanto da chiedere una pregiudiziale.
Pregiudiziale bocciata però a maggioranza dopo la precisazione del dirigente del Settore Finanziario, Sebastiano Luppino, il quale ha evidenziato che per superare questo problema sarebbe bastato emendare una parte della manovra dal momento che non ci sarebbe alcun incasso per il Comune in categorie catastali A1, A8 E A9. Alla fine il consiglio ha approvato la manovra: i favorevoli, seppur con riserva in attesa che gli impegni del commissario si concretizzino, hanno parlato di provvedimento necessario per evitare il pre-dissesto del Comune e quindi un’imposizione tributaria ancor più pesante per cittadini ed imprese.