Alcamo-Il pentito Palmeri rivela: “Il senatore Lauria incontrò il boss Milazzo”

“Voleva usare armi batteriologiche fuori dalla Sicilia, per questo il boss Vincenzo Milazzo lo considerò un pazzo”. Parole del pentito alcamese Armando Palmeri che avrebbe riferito alla Procura di Caltanissetta, riguardo al periodo dello stragismo degli anni ’90, in una delle ultime recenti deposizioni. Il presunto personaggio che avrebbe avuto l’intenzione di usare quest’arma era addirittura l’alcamese Baldassare Lauria, 82 anni, medico ed ex senatore dal 1996 al 2001. Lui sarebbe il politico che avrebbe fatto da tramite proprio tra il boss Milazzo e i servizi segreti. Cominciano a filtrare anche i primi nomi fatti dal pentito alcamese che di Milazzo fu l’autista e quindi anche il suo uomo più fidato all’epoca in cui era riconosciuto come il capomandamento della potente mafia di Alcamo. A riportare la notizia “Il Fatto quotidiano” in un articolo a firma dei giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. Questo presunto incontro tra Lauria, Milazzo e i servizi segreti sarebbe stato alla vigilia delle terribili stragi degli anni ’90 che fecero fuori importanti uomini dello Stato, tra tutti i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Milazzo morì, insieme alla fidanzata, alla vigilia della strage di via D’Amelio in cui perse la vita proprio Borsellino con la scorta: il motivo sarebbe stato quello che il boss, sempre secondo quanto asserito da Palmeri ai magistrati di Caltanissetta che sui mandanti occulti di quelle stragi stanno ancora indagando, si era opposto a questa strategia stragista. Per la mafia sapeva troppo ed è stato fatto fuori. “Il nome del politico – scrive il Fatto quotidiano – è contenuto nell’ultimo interrogatorio del pentito Armando Palmeri, reso il 18 novembre scorso ai pm di Caltanissetta Gabriele Paci e Stefano Luciani che tornano ora a scandagliare la pista dei mandanti occulti delle stragi”. Secondo quanto filtra da queste rivelazioni Palmeri ha parlato di tre summit, organizzati poco prima della strage di Capaci dove morì Falcone. Il quotidiano di Marco Travaglio riporta anche un virgolettato delle dichiarazioni del pentito alcamese: “Ricordo che Milazzo appellò il Lauria come un altro pazzo, quando commentò in mia presenza la proposta che questi aveva fatto di usare fuori della Sicilia armi batteriologiche”. I magistrati già da qualche tempo hanno ripreso quel fascicolo con deposizione che sarebbero vecchia addirittura di un ventennio. Armando Palmeri appartiene ad una famiglia per bene  della borghesia alcamese mai sfiorata da sospetti di collusione con qualsiasi forma di criminalità. Avrebbe fatto parte di una banda, composta da alcamesi, dedita soprattutto alle rapine nel nord Italia. Dopo si sarebbe avvicinato a Cosa nostra alcamese diventando una sorta di guardaspalle e autista di Vincenzo Milazzo. Grazie alle sue dichiarazioni nell’ottobre del 2002 vennero arrestate ad Alcamo nove persone per mafia, estorsioni, danneggiamenti, furti e rapine.