Alcamo: gara appalto annullata per “turbativa d’asta”, Comune al Tar

La presunta turbativa d’asta ipotizzata dal Comune per ciò che concerne l’appalto per l’affidamento dei lavori di manutenzione e risanamento dei sovrapassaggi di Alcamo Marina finisce per trasformarsi in un contenzioso. La ditta a cui era stato provvisoriamente assegnato l’appalto, la Amato Costruzioni di Alcamo, ha deciso di fare ricorso al Tar per l’annullamento della gara deciso nel settembre scorso dal Comune. Per la ditta sarebbe illegittimo il provvedimento intrapreso dagli uffici che hanno ipotizzato dietro il tormentato iter dell’appalto un accordo tra alcune imprese partecipanti che avrebbe conseguentemente alterato l’esito della gara. Per questo motivo, in autotutela, il Settore Servizi tecnici e manutentivi ha deciso di annullare tutte le procedure. Una gara che è nata sin dall’inizio sotto una cattiva stella: tutto comincia a febbraio quando per la prima volta si assegna l’appalto ma per ben 5 volte si riapre la gara, a seguito di ricorsi e contestazioni. Si susseguono una serie di ribaltamenti nelle assegnazioni tra le ditte partecipanti. Nel luglio scorso sembrava che tutto finalmente fosse andato in porto: l’appalto venne assegnato ad una ditta alcamese, per l’appunto la Amato Costruzioni, che presentò la documentazione. Tutto ok e quindi l’11 agosto scorso il Comune di Alcamo procedette all’aggiudicazione. Alcune delle ditte escluse contestarono questa scelta e addirittura una di queste sollevò l’ipotesi di turbativa d’asta da parte di imprese che non avevano ottemperato nei termini alla richiesta di documentazione inoltrata dalla stazione appaltante, ponendo in essere, pertanto, un comportamento che implicitamente ed in astratto poteva dar luogo ad una ipotesi di accordo. Da qui il Comune di Alcamo decise di stoppare nuovamente tutto. Il dirigente del Settore Servizi tecnici e manutentivi, Enza Anna Parrino, ha sostenuto che questa ipotesi è più che plausibile: “E’ presumibile – aveva sottolineato nella determina di annullamento della gara – che durante le operazioni di gara vi sia stata comunicazione fra i partecipanti, ciò perché la mancata presentazione o meno della documentazione da parte di una o più ditte partecipanti, a seguito dei primi controlli così come di quelli successivi, è stata determinante per l’aggiudicazione in favore dell’una o dell’altra ditta, mentre meri errori materiali hanno condotto alle altre aggiudicazioni provvisorie”. Secondo l’alto burocrate, sempre secondo quanto riportato nell’atto di annullamento dell’aggiudicazione della gara, da queste manovre in particolare potrebbero essere state avvantaggiate due imprese in particolare e proprio per questo fu sostenuto che non si sarebbe potuto escludere il fumus della turbativa d’asta, in quanto la trasparenza delle operazioni di gara, così come richiesta dalla normativa di settore, ha avuto come conseguenza che tutte le imprese fossero a conoscenza delle offerte economiche, situazione questa che in ipotesi ha potuto agevolare accordi finalizzati alla turbativa d’asta. La giunta guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre ha deliberato che resisterà in giudizio in seguito a quanto valutati dagli uffici preposti: “Sussistono ragioni di opportunità ed interesse pubblico attuale e concreto – scrive il responsabile del procedimento – all’annullamento in autotutela della gara”.