Alcamo: fuoco ad uno studio medico in via Leone XIII

Uno studio medico associato è stato preso di mira nella notte appena trascorsa ad Alcamo. Qualcuno ha appiccato le fiamme al portone in legno di una palazzina in via Leone XIII, arteria che sbocca sul viale Europa, proprio accanto alla villetta intitolata a Vincenzo Internicola. Gli autori del raid hanno approfittato del buio della notte per incendiare l’ingresso di un locale in cui sono ospitati diversi studi medici: all’interno vi sono psicologi, psicoterapeuti, oculisti e chirurghi. Il portone è stato parzialmente danneggiato. Gli incendiari, aiutandosi con del liquido infiammabile, hanno scatenato l’inferno. Sul posto sono intervenuti con immediatezza i vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno spento le fiamme in pochi minuti, riuscendo quindi a contenere i danni. Ad avere avviato le indagini il commissariato di pubblica sicurezza, guidato dalla dirigente Antonella Vivona, che oggi ha dato il via agli interrogatori. Anzitutto è stato ascoltato il titolare dell’immobile, che è uno dei medici presenti con un proprio studio. Mano a mano saranno interrogati anche gli altri professionisti per cercare anzitutto di capire cosa possa esserci stato alla base del gesto criminale. Gli inquirenti sono di fronte a tutta una serie di rebus che si prospettano in casi come questi. Anzitutto, trattandosi per l’appunto di un locale che ospita diverse persone c’è da capire a chi possa essere stato indirizzato l’avvertimento. Potrebbe essere al titolare dell’immobile come agli altri medici che vi lavorano all’interno. Proprio per questo motivo le indagini si complicano perché le ipotesi possono essere le più svariate, oltre a quelle canoniche. I poliziotti, che hanno effettuato sul posto un accurato sopralluogo alla ricerca di qualche elemento utile alle indagini, al momento non escludono alcuna ipotesi. Si potrebbe trattare di un gesto indirizzato ad uno dei professionisti nell’ambit6o di screzi maturati nella sua vita privata, oppure ancora per situazioni inerenti la propria attività lavorativa. Ovviamente, trattandosi per l’appunto di professionisti, non è assolutamente da escludere anche la possibilità che si possa essere la mano del racket delle estorsioni. Possibile anche che qualche professionista si sia rifiutato di pagare il pizzo, ma questa resta comunque una delle tante piste da seguire. Ciò che inquieta, al di là del singolo gesto, è che siamo in presenza dell’ennesimo attentato incendiario che si consuma ad Alcamo. Il sesto raid doloso in appena 18 giorni e ben due sono stati indirizzati alla chiesa: lo scorso 24 luglio fu incendiato il portone d’ingresso al convento attiguo all’entrata principale della chiesa di Santa Maria di Gesù e due notti fa invece è stato dato alle fiamme il portone di un magazzino di piazza Mercato della chiesa Madre. In questi 17 giorni sono stati dati alle fiamme anche due auto e il portone d’ingresso di un’abitazione.