Alcamo-Emergenza idrica, da 8 giorni rubinetti a secco e c’è rassegnazione

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Inutile attesa stamane, dopo otto giorni,  per gli abitanti della zona di piazza della Repubblica poiché il Comune di Alcamo, per vari motivi, oggi non è stato in grado di immettere nella rete il prezioso liquido. Il calo del livello delle sorgenti, il grande prelievo d’acqua per spegnere il rogo di contrada Citrolo hanno praticamente fatto abbassare notevolmente il livello al Bottino. Mentre problemi ci sarebbero stati nella rete esterna.  Le organizzazioni di categoria recentemente si sono riunite per vagliare la richiesta della Confartigianato, che si è rivolta al prefetto chiedendo una riunione sull’emergenza acqua, ma i recenti cambi ai vertici della Prefettura probabilmente hanno rallentato i tempi per avere un incontro. Tutto sembra remare contro gli alcamesi, ormai rassegnati di fronte ad ogni tipo di calamità. Vince l’individualismo e ognuno cerca di arrangiarsi come può mentre invece sarebbe determinante un’azione collettiva. Sarebbe stata utilizzata l’acqua del Bottino  per spegnere il rogo scoppiato nell’impianto di riciclaggio dei rifiuti e c’è attesa per conoscere se vaste aree del territorio sono state eventualmente invase da diossina. “Se c’è poca acqua potabile – dice l’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella – perché non usare i pozzi privati per le attività non potabili? “Perché non si organizza immediatamente una conferenza di servizi in prefettura, convocando il genio civile, per requisire i pozzi privati che erogano acqua non potabile”?. Intanto da mesi l’acqua potabile del Bottino è multiuso: per piscine, per annaffiare etc… Una triste estate quella in corso ad Alcamo. Incendi che hanno devastato e continuano a devastare il territorio siciliano per la mano assassina di squallidi individui. Una malinconica estate ad Alcamo con poche manifestazioni, salvo quelle organizzate da movimenti e partiti, inseriti nel calendario dell’Estate alcamese. Una brutta estate quella 2017 che si ricorderà probabilmente solo per quella nube nera alzatasi al cielo per oltre 24 ore. Una estate sempre più difficile per l’approvvigionamento idrico, per come, purtroppo,  accade da tempo. Ma in questo 2017 la situazione sembra molto peggiorata e fermo restando che la regolamentazione dei pozzi privati andava fatta, oggi non solo questi pozzi, ma individuandone altri potrebbero contribuire notevolmente alla fornitura d’acqua e il livello delle vasche del Bottino restare più alto per rifornire gli alcamesi. Ma si va avanti con estenuante lentezza, mentre l’emergenza continua. Aumentano le difficoltà e i disagi. Si risparmia ogni goccia d’acqua mentre si affronta una delle estati più bollenti degli ultimi anni. L’emergenza idrica è esplosa in diverse regioni d’Italia, che hanno chiesto lo stato di calamità. Emergenza legata alla mancanza di piogge a causa dei cambiamenti climatici. Ma pur con tutte le attenuanti dovute al clima etc,  non sembra che ad Alcamo si mettano in atto provvedimenti immediati per cercare di alleviare i disagi. E ricordiamo che l’acqua arriva dalle sorgenti di  Montescuro, gestite da Siciliacque con un costo per il Comune di Alcamo, e quindi dei cittadini, di 0,69 centesimi al metro cubo. Previsione di spesa per il 2017 ben un milione e 300 mila euro. E intanto i rubinetti della case continuano a rimanere a secco per lunghissimi periodi. Cosa succederà al rientro in città dai luoghi di villeggiatura? Probabilmente continuerà a vincere la rassegnazione.