Alcamo-Emergenza acqua: sorgenti di Cannizzaro, l’appalto al via

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L’Urega, ufficio per l’espletamento di gare d’appalto di lavori pubblici di Trapani, dopo quasi cinque mesi ha completato l’apertura delle buste e aggiudicato i lavori per ripristinare le sorgenti di Cannizzaro e rifare la conduttura. Da tali sorgenti possono arrivare al Bottino di Alcamo circa 50 litri al secondo e così uscire dalla schiavitù dell’acquisto da Siciliacque, che avrebbe dovuto servire per le emergenze e che invece è diventata la principale fornitrice con costi aggiuntivi annui per gli alcamesi di circa 800 mila euro. Oltre 200 le imprese che hanno fatto pervenire le offerte all’Urega e pertanto l’apertura è stata laboriosa, iniziata diversi mesi prima dell’insediamento dell’amministrazione comunale oggi in carica. Per tali lavori la giunta dell’ex sindaco Sebastiano Bonventre impegnò due milioni e mezzo, grazie ad avanzi di amministrazione. Il finanziamento venne impegnato in extremis, il 31 gennaio del 2015, grazie all’incisiva azione dell’ex consigliere Ignazio Caldarella, come venne riconosciuto dallo stesso ex commissario comunale Giovanni Arnone. La sindacatura  Bonventre, riprese  la redazione di un progetto il cui incarico venne conferito addirittura 14 anni fa. La delibera di giunta risale, infatti,  al sette agosto del 2002.  L’incarico per redigere il progetto venne affidato nel 2002 alla Hydro Engineering degli ingegneri Damiano Galbo e Mariano Galbo e al geologo Giuseppe Zangara. Intanto ad Alcamo è protesta quotidiana da parte di centinaia di alcamesi, che vivono soprattutto nelle zone periferiche dove l’acqua arriva col contagocce, una mezzoretta nelle giornate di distribuzione e quindi sono costretti ad acquistarla. Molte persone stanno mettendo a punto una class action per chiedere il risarcimento danni al Comune. L’autorizzazione a prelevare l’acqua di Cannizzaro venne concessa nel 1985 dall’allora capo della Protezione civile Giuseppe Zamberletti per i buoni rapporti con l’ex sindaco Giuseppe Sucameli. Ricordiamo che Ignazio Caldarella in quel periodo occupò la sala consiliare per 89 giorni consecutivi per i problemi legati alla carenza idrica. Oggi si torna a parlare di Cannizzaro, dopo oltre due anni di mancata utilizzazione con migliaia di metri cubi di acqua che si perdono, sperando che al più presto si possa riutilizzare.