Alcamo-Elezioni comunali, il Psi tra sconfitta e voglia di rilancio

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“Ripartiremo da questo elemento ovvero dai mille e 70 voti di lista, per una campagna elettorale che per noi è stata molto tribolata. Già la prossima settimana si riunirà il direttivo per l’esame del voto e per rimboccarci le maniche. Ringraziamo coloro i quali ci hanno votato e il nostro candidato sindaco Giuseppe Benenati”. La dichiarazione, 48 ore dopo il voto di domenica scorsa ad Alcamo, è di Gino Paglino. Segretario del Psi, partito nel quale milita da sempre e per il quale ha iniziato l’avventura politica tanti anni fa quando venne eletto consigliere comunale nel Comune del bergamasco, dove insegnava. Il Psi è il più antico partito politico italiano fondato nel 1892.  Figure come Giacomo Matteotti, Filippo Turati, Sandro Pertini e Pietro Nenni tanto per ricordare leader storici. Poi l’avvento di Bettino Craxi e le note vicende che ne determinarono la scomparsa. Ad Alcamo tra i socialisti vanno ricordate figure come il dirigente scolastico Mimì Di Gaetano, poi scalzato da Giovanni Gabellone, che per tanti anni governò il Psi alcamese, per poi passare lo scettro al figlio Francesco. Il “garofano”  negli ultimi cinque anni si è camuffato dietro Area democratica, fondata da Pasquale Perricone. E proprio la vicenda legata all’inchiesta su Pasquale Perricone,  una bomba scoppiata a pochi giorni dal voto, ha danneggiato Il Psi, che ad Alcamo si era ricostituito ed eletto gli organi direttivi appena un mese e mezzo addietro.  L’inchiesta ha indotto, con una decisione saggia, l’avvocato Giuseppe Benenati a fare un passo indietro anche se il Psi gli ha confermato piena fiducia invitandolo a andare avanti. Sul voto ai socialisti alcamese ha influito anche quella sorta di rappresentazione kafkiana, il cui regista è stato Giacomo Sucameli. Questi aveva ventilato la possibilità di concorrere con la lista Democratici per Alcamo assieme al Psi. Si era battuto essendo il più fervente assertore per la candidatura di Benenati ed è a tutti nota la querelle con il Pd  per le primarie poi abortite. Poi il voltafaccia di Giacomo Sucameli, che ha raccolto armi e bagagli per confluire nel Partito democratico, dove è stato accolto  senza remore.  E dove è risultato il primo degli eletti. Il Psi, la cui collocazione naturale, senza queste vicende sucameliane, era quella di andare insieme al Pd. A questo punto i socialisti hanno deciso di correre da soli. Recuperare posizioni alla luce di questo bailamme a pochi giorni dal voto francamente era una missione impossibile.  Nel Psi sono cadute teste coronate ovvero quelle dei consiglieri uscenti Lorena Di Bona, Franco Gabellone e Stefano Milito. Appena  3,94 per cento quindi niente superamento della soglia di sbarramento e nessun consigliere. Il Psi ora cerca di rilanciarsi e il direttivo è più che mai deciso a dare battaglia e già la prossima settimana a convocato una riunione.