Alcamo-Donna morta per un mal di testa, l’Asp smentisce “caso malasanità”

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Nessuna paziente è “morta dopo 4 ore in ospedale ad Alcamo, nonostante il codice rosso”, in pronto soccorso. Lo precisa l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani che replica ad un articolo realizzato dalla nostra testata Alpauno. Infatti, secondo il verbale ufficiale inserito nella cartella clinica e riportato dalla nota dell’azienda sanitaria, la paziente (una donna di 38 anni di Alcamo, ndr) si è recata al pronto soccorso dell’ospedale “San Vito e santo Spirito” alle 14,47 del 25 gennaio scorso, non lamentando nessun disturbo specifico, ma uno stato ansioso depressivo e posta in codice bianco. L’azienda sanitaria fa una ricostruzione di quanto accaduto: “Alle 15,25 viene effettuata dal medico di servizio una visita generale, i cui parametri vitali risultano nella norma, – si legge nella nota – e visto l’atteggiamento di rifiuto alla comunicazione viene richiesto un colloquio psichiatrico. Alle 16,28 la paziente riferisce di accusare cefalea, letargismo e confusione nel corso del colloquio psichiatrico e posta in codice giallo”. A questo punto, sempre secondo l’Asp, sarebbero stati eseguiti prelievo venoso, elettrocardiogramma e Tac encefalo, e già alle 17,54 le immagini vengono inviate, tramite teleconsulto, al reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, che dà indicazione per il trasferimento alla neurorianimazione. L’Asp sostiene poi che alle 18,35 la paziente è stata trasferita, in ambulanza con rianimatore a bordo, per la Neurochirurgia di Villa Sofia dove nella nottata è stata operata. La 38enne però è morta l’indomani per complicanze postoperatorie. Il responsabile del pronto soccorso dell’ospedale, Gianfranco Masnata, sta valutando se adire le vie legali, per tutelare la professionalità sua e dei suoi colleghi. “Voglio esortare tutta la stampa – ha commentato il commissario straordinario dell’Asp Giovanni Bavetta – a dare un più attenta informazione in tema di salute, a tutela degli operatori sanitari, spesso professionisti di alto valore e di grande deduzione al lavoro, e nell’interesse dei stessi cittadini”. In merito bocche cucite dagli inquirenti che stanno indagando sul caso. Ancora la vicenda è in piena fase di ricostruzione ed in Procura il quadro non è proprio così nitido come invece lo rappresenta l’Asp di Trapani. Infatti sia sulle ore di attesa della donna in ospedale che sul codice che le era stato affidato ci sono dichiarazioni molto discordanti fra le circa 20 persone che sono direttamente coinvolte, tra parenti della vittima, personale medico e paramedico. Un quadro quindi ancora per nulla nitido su cui quasi certamente la Procura sarà chiamata a chiedere anche pareri di tecnici esterni. I parenti della donna hanno presentato denuncia alla polizia e la loro versione è molto discordante: i sintomi sarebbe stati accusati dalla 38enne molto prima, a detta loro, delle 16,28 come invece si attesta nel comunicato dell’Asp.