Alcamo, dalla tarsu risparmio di oltre 300 mila euro

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Il Comune di Alcamo continua nel suo processo di spending review, E così, dopo l’ok alla riduzione dei Settori che compongono la macchina burocratica che da 7 diventeranno 4, arriva adesso anche la gestione diretta del servizio di riscossione della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Il risparmio per le casse dell’ente è stato calcolato in oltre 300 mila euro annui, cifra enorme che consente alle disastrate casse comunali di potere respirare. Questa decisione è stata ratificata con la delibera approvata dalla giunta municipale guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre di revoca della convenzione con la società d’ambito Terra dei Fenici spa, ente che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, per l’affidamento in gestione delle funzioni amministrative e fiscali inerenti le attività di accertamento, liquidazione e riscossione ordinaria e coattiva della Tarsu. In tal modo si è proceduto alla risoluzione della convenzione fra il Comune di Alcamo e l’Ato in liquidazione. Secondo i calcoli dell’amministrazione comunale la gestione esternalizzata aveva un peso non indifferente per la riscossione della Tarsu: costava al Comune 552 mila euro mentre con la gestione diretta si prevede un costo presuntivo di 237 mila euro che comprendono i costi del personale, dei servizi a rete (energia elettrica, telefonia e trasmissione dati), oneri di postalizzazione, aggio per riscossione coattiva e gestione software e ammortamenti). “E’ ragionevole ipotizzare, su base presuntiva, – sostiene la giunta – un risparmio di 315 mila euro”. In realtà si tratta di una semplicissima ratifica da parte del Comune di questa rescissione della convenzione. Già dall’inizio dell’anno la decisione era stata presa, tanto che già il Comune aveva provveduto ad affidare il servizio alla ditta Aipa spa che ha già provveduto alla fine dello scorso mese di marzo ad inviare ai contribuenti un avviso bonario contenente, oltre ai bollettini precompilati di pagamento, il prospetto di determinazione della tassa dovuta relativa agli immobili occupati ed utilizzati nel Comune di pertinenza, come risultanti dalle dichiarazioni già  presentate. Certo è che anche il passaggio all’Aipa del servizio ha fatto discutere. Infatti, come sottolineato in un avviso pubblico dallo stesso Comune di Alcamo, la società di riscossione non ha il dovere di notificare la bolletta nelle case di cittadini. Chi non riceve il bollettino deve infatti recarsi presso la sede degli uffici dell’Aipa, siti in via Gaetano Martino 91, e richiedere copia dell’imposta. E chi non lo fa nei tempi previsti si vede anche appioppare la sovratassa con relativa mora. In questo modo il Comune riesce a superare il problema della notifica. Sono stati tanti i casi in Sicilia, e non solo, di problemi collegati proprio alle mancate notifiche da parte dei Comuni. Addirittura molti enti locali hanno finito per vedere cadere in prescrizione alcune bollette per il superamento dei termini di legge per la riscossione.