Alcamo, Cusumano: “Alla manifestazione per Capaci non ci hanno invitato”

“Alla manifestazione per la commemorazione della morte di Giovanni Falcone, della Moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, tenutasi ad Alcamo, Libera non ci ha invitato o comunque chi ha organizzato, quindi non siamo andati.” Lo dice il Vice Sindaco di Alcamo Salvatore Cusumano che al di là delle polemiche che si sono scatenate di tutto può essere tranne che un cittadino lontano dalla sensibilità antimafiosa, con una propria storia personale e familiare, ha un poliziotto per fratello che per anni ha fatto parte della sezine scorte alla Questura di Palermo. Resta il fatto che il Comune di Alcamo non c’era. Non c’era con un proprio vessillo e non c’era con propri rappresnetanti anche se Cusumano di affretta a dire che le scuole che hanno partecipato hanno invitato l’assessore Selene Grimaudo che era alla manifestazione ma ovviamente, a quanto apre, non in rappresnetanza del Comune. Niente Comune e comunque forse in linea con le polemiche degli ultimi anni, ma c’era già chi lo diceva da tempo, che vede i familiari delle vittime sempre più critici verso queste manifestazioni che si riducono alla fine a una passerella di politici e personaggi in vena di visibilità. La questione non è affatto semplice ed anzi è delicatissima.

 

Negli ultimi anni sempre più forti sono state le critiche dei familiari delle vittime delle stragi e degli omicidi di mafia degli anni ’80 e ’90 perchè le manifestazioni si riducono sì a un tran tran di studenti e associazioni di cittadini ma anche a una vera e propria prosopopea parolaia e dialettica poco incisiva alla lotta alla mafia, senza contare anche che qualche personaggio politico che in questi anni si è ritrovato nei cortei ufficiali poco c’entrava e c’entra con la lotta alla mafia. Arrivisimo, visibilità, ipocrisia, bigottismo, parole al vento, ambizione politica e sopratutto l’esserci per non farsi dire di non esserci hanno caratterizzato non poco le manifestazioni di commemorazione delle Stragi e degli omicidi di mafia di questi anni. Più processi e azioni investigative da parte dello Stato, questo chiedono i familiari, e sopratutto più coscienza da parte dei cittadini con i propri comportamenti quotidiani. Facile andare a una manifestazione di solidarietà e commemroazione dei morti e poi nella vita quotidiana farsi raccomandare o cercare l’amico degli amici per i propri interessi particolari e personali. Senza contare che sui nomi, anzi sul sangue, di Falcone e Borsellino e degli altri ammazzati dalla mafia, delle scorte, molti hanno speculato per fare carriera politica, profesionale e anche sociale senza nulla aggiungere alla lotta alla mafia, anzi spesso togliendone il significato più profondo e reale, tragico e sentito di chi ha subito.

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