Alcamo-Crisi idrica, tra business delle autobotti ed evasioni fiscali (VIDEO)

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ALCAMO – Non si ferma davanti a nulla il business delle autobotti private ad Alcamo che oramai da oltre un mese imperversano in lungo e in largo per rifornire le cisterne semivuote delle case degli alcamesi. La prolungata emergenza idrica oramai sta mettendo in ginocchio centinaia e centinaia di abitazioni costrette a fare ricorso alle autobotti di privati per potere garantire il fabbisogno delle famiglie. In questo mese e mezzo di servizio idrico in tilt ci sono moltissimi quartieri, specie quelli più a valle come viale Europa, viale Italia, zona Sant’Anna, piazza della Repubblica e la fetta di territorio attorno al principale corso VI Aprile, che soffrono più di tuti questa crisi. Dal Comune oramai arrivano notizie sempre più a singhiozzo: nei bollettini diramati ogni 3-4 giorni, quando va bene, oramai non si menziona nemmeno più a quanto è stato allungato il turno di erogazione idrica. Si elencano solo le zone che devono essere rifornite secondo tabella di erogazione e nulla di più. In tutto questo c’è anche la beffa che diversi autobottisti pare abbiano aumentato il costo per un rifornimento da 18 mila litri che sino a non molto tempo fa si attestava attorno ai 35 euro. C’è chi giura che vengano richiesti 5 euro in più. Noi abbiamo fatto una verifica con tre tra le più rinomate ditte di rifornimento della città che però smentiscono questi aumenti:

Il prezzo oscillerebbe, secondo la nostra verifica, tra i 40 ed i 45 euro. Molti cittadini lamentano anche il fatto che i titolari delle autobotti non rilascino regolare fattura sul servizio erogato. Al telefono però tutti si mostrano disponibili a garantire la certificazione fiscale:

Oramai il giro d’affari delle autobotti private ha raggiunto cifre da capogiro. Noi abbiamo fatto due conti e c’è da dire che davvero viene fuori un business enorme. In questo mese e mezzo di crisi idrica ogni famiglia dei quartieri rimasti maggiormente a secco ha dovuto fare ricorso almeno due volte ad un rifornimento di privati. Il che significa che, in base ai prezzi che ci sono stati forniti dagli stessi autobottisti, facendo quindi una media di 42 euro per rifornimento e considerando un bacino di circa mille famiglie richiedenti, ad oggi si arriva a sfiorare un esborso per gli alcamesi di ben 100 mila euro. Ed ancora la crisi non accenna a essere superata. Dopo la sistemazione delle pompe di sollevamento dalla sorgente Cannizzaro, che impediva l’erogazione di 45 litri di acqua al secondo, si sono succedute una serie infinita di riparazioni alle condotte e per questo l’acqua continua ad arrivare col contagocce.