Alcamo-Costi politica del consiglio, a febbraio tornano ad alzarsi

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Tornano ad alzarsi le indennità del consiglio comunale di Alcamo. Seppur su cifre nettamente inferiori rispetto ai “tempi d’oro”, quando si arrivava a racimolare 23-24 mila euro al mese, a febbraio il consiglio è riuscito a mettere insieme 259 gettoni di presenza, pari ad una spesa di 16 mila euro. Un bel pò di più se si considera che tra ottobre, novembre e dicembre scorsi non si era andati mai oltre agli 11 mila euro. In 12 hanno superato la doppia cifra, quindi hanno fatto più di 10 sedute tra consiglio e commissioni consiliari. In quattro hanno anche superato il tetto massimo di indennità percepibile fissato da una recente legge regionale: si tratta di Leonardo Castrogiovanni, Antonio Pipitone, Francesco Sciacca e Davide Piccichè, i primi tre con 18 presenze e l’ultimo con 17, mettendo insieme quindi 950 euro circa ciascuno. Fanalino di coda, ma questa non è più una novità, è Rosario Dario Pirrone che a febbraio non ha registrato alcuna presenza. Certamente questa cifra è salita anche perchè alla fine dello scorso anno 6 consiglieri rinunciarono a tutta l’indennità, vale a dire i componenti dei gruppi dell’Ucd e di Abc; rinuncia che non è stata rinnovata nel 2016 anche se c’è da dire che gli esponenti di Abc di loro si decurtano il gettone del 30 per cento da sempre per utilizzare questi soldi in beni di pubblica utilità: con i loro risparmi hanno già provveduto ad acquistare un bagno chimico per piazza Pittore Renda. Al di là di questo nuovo innalzamento dei costi, si può dire comunque che siamo su cifre nettamente inferiori come dicevamo rispetto ai tempi delle convocazione-fiume di sedute delle commissioni soprattutto. Basti pensare che solo per il 2014 i consiglieri hanno messo insieme la bellezza di 4.276 gettoni di presenza pari a una spesa di 260 mila euro, di cui 1.200 all’incirca per le sedute consiliari e il resto per commissioni, senza contare l’indennità fissa spettante al presidente del consiglio. Di queste commissioni in 365 giorni ne sono state convocate qualcosa come 500, siamo quasi vicini alla stratosferica cifra di una e mezza ogni giorno considerando sabati, domeniche e festivi. Ogni cittadino, neonati compresi, ha avuto nel 2014 sulle spalle quasi 6 euro l’anno di spesa per mantenere gli organi consiliari. Numeri snocciolati nell’arco del 2014 dall’associazione Modi che da sempre porta avanti una battaglia in città contro gli sprechi ed i costi eccessivi della macchina burocratica, con particolare riferimento ai costi della politica.