Alcamo-Costi politica, ad agosto consiglieri in “ferie”

Il consiglio comunale di Alcamo continua la sua cura dimagrante. Dopo anni di sperperi e convocazioni di commissioni consiliari a mai finire, adesso sembra invece che i consiglieri si siano dati una decisa calmata. Un trend che va avanti oramai da diversi mesi ed ancora prima delle dimissioni del sindaco Sebastiano Bonventre, il quale ha rimesso il mandato lo scorso giugno. A maggio il Comune aveva sborsato poco più di 16 mila euro contro i 17 mila di aprile e i 18 mila di marzo, mentre negli anni passati la spesa si attestava ogni mese attorno al 23-25 mila euro. Operazione che sicuramente da sola non potrà essere la panacea di tutti i mali per le finanze del municipio ma comunque è un primo mattone verso il risanamento economico. Nello scorso mese di agosto si è toccato davvero il picco minimo in assoluto: ad essere stati elargiti, secondo quanto attesta il II Settore Affari generali e risorse umane del Comune, poco meno di 11 mila euro per effetto dei 181 gettoni distribuiti fra tutti gli esponenti del civico consesso. Un taglio netto se si confrontano questi numeri con quelli inerenti ai gettoni elargiti nell’agosto del 2014: furono ben 351 pari a una liquidazione di 21 mila euro, quindi all’incirca il doppio. “Credo sia fisiologico – afferma il consigliere Mauro Ruisi – anche perché non c’è più un confronto con un organo politico come lo scorso anno. La posizione dei consiglieri del mio gruppo è stata sin da subito chiara e cioè quella che non andremo in commissione se non per strettissima necessità. Questi sono organi di studio e proposta politica e con un commissario questa funzione viene meno”. Nonostante siano stati pochi i gettoni c’è comunque chi è riuscito a racimolare il suo gruzzoletto: i consiglieri Antonio Pipitone e Francesco Sciacca sono comunque riusciti a raggiungere le 16 presenze tra commissioni e consigli comunale, superando quindi l’indennità massima che è fissata a 940 euro all’incirca. Un gradino sotto Leonardo Castrogiovanni che invece si è fermato a 15 presenze pari a 911 euro. Ben 23 consiglieri su 29 non hanno nemmeno superato la doppia cifra per presenze e quindi hanno preso indennità al minimo. Una netta inversione di tendenza per i consiglieri alcamesi che nel 2014 hanno messo insieme la bellezza di 4.276 i gettoni di presenza pari a una spesa di 260 mila euro, di cui 1.200 all’incirca per le sedute consiliari e il resto per commissioni, senza contare l’indennità fissa spettante al presidente del consiglio. Di queste commissioni in 365 giorni ne sono state convocate qualcosa come 500, siamo quasi vicini alla stratosferica cifra di una e mezza ogni giorno considerando sabati, domeniche e festivi. Ogni cittadino, neonati compresi, ha avuto nell’anno passato sulle spalle quasi 6 euro l’anno di spesa per mantenere gli organi consiliari. Numeri snocciolati nell’arco del 2014 dall’associazione Modi che da sempre porta avanti una battaglia in città contro gli sprechi ed i costi eccessivi della macchina burocratica, con particolare riferimento ai costi della politica.