Alcamo: Comune, maxi risarcimento ad ex dirigente

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Altra pesante spada di Damocle sulle spalle del Comune di Alcamo. Una figura apicale dell’ente, in pensione da quattro anni, si è visto riconoscere una serie di indennità dall’ente municipale, costretto a promuovere un’azione transattiva per evitare conseguenze peggiori sul piano finanziario. Il Comune dovrà adesso sborsare ben 70 mila euro a titolo di risarcimento per indennità non riconosciute negli stipendi erogati nel periodo in cui ha svolto mansioni superiori. A vincere il lungo braccio di ferro è stato Pietro Lucchese, andato in pensione nel luglio del 2010 dopo ben 41 anni di servizio. Non ha retto l’impianto difensivo del municipio davanti all’ufficio provinciale del lavoro di Trapani che ha condannato l’ente addirittura a pagare ben 106 mila euro a conclusione di una lunga e laboriosa attività istruttoria la consulenza tecnico-contabile. Il periodo contestato di differenze retributive parte dall’agosto del 2005 e sino alla conclusione dell’attività lavorativa di Lucchese. Si parla di indennità di posizione, mancato pagamento di parte dello stipendio effettivamente dovuto e interessi legali maturati. Alla fine le parti hanno trovato un accordo: 71 mila euro da riconoscere e da liquidare in tempi brevissimi, cioè entro la fine di quest’anno. Proposta transattiva fatta dallo stesso legale di Lucchese, Loretta Palazzolo, che alla fine può anche definirsi soddisfacente per il Comune: “Tale definizione appare particolarmente favorevole e conveniente per l’ente – ha specificato il segretario generale del Comune, Cristoforo Ricupati, che ha seguito passo passo l’iter – in quanto, a fronte di una possibile soccombenza per 145 mila euro, già stimati dalla relazione peritale, per il periodo agosto 2005 e febbraio 2008 ed 120 mila euro pretesi per il periodo marzo 2008 a luglio 2010”. Insomma, le conseguenze per le già precarie condizioni finanziarie dell’ente potevano essere ben peggiori. La somma riconosciuta comprende 23 mila euro circa a titolo di differenze retributive tabellari e 13^ mensilità maturate per il periodo in contestazione e per il periodo successivo fino al collocamento al riposo, altre 38 mila euro a titolo di indennità di posizione maturata e 9 mila e 500 euro a titolo di interessi legali maturati e svalutazione monetaria. Con ogni probabilità questa somma sarà tramutata nell’ennesimo debito fuori bilancio. Da tempo si consuma una forte polemica tra amministrazione e consiglio per questa raffica di debiti che stanno logorando le casse dell’ente. Secondo un calcolo fatto dal consigliere Alessandro Calvaruso ogni famiglia alcamese deve sobbarcarsi sulle spalle un debito del Comune verso terzi ogni anno di circa 30 euro. Dal 2011 sino a questa prima metà del 2014 i dati sono impietosi: il Comune di Alcamo è sommerso dai debiti fuori bilancio. Non solo: molti di questi debiti, secondo quanto certificato dal segretario generale del Comune Cristoforo Ricupati, avrebbero seguito un “percorso illegittimo”. In buona sostanza gli uffici hanno adottato un iter sbagliato che ha portato al moltiplicarsi o al riconoscimento di debiti non dovuti dal Comune. e intanto il cittadino paga e anche profumatamente.

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