Alcamo, Comune anticipa ancora fondi per i precari

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Il Comune ancora una volta sborsa di tasca i soldi per pagare i 401 lavoratori con contratto a tempo determinato. Quasi mezzo milione di euro che esce dalle casse dell’ente municipale perché dalla Regione ancora non sono arrivati i soldi dovuti per corrispondere l’emolumento di questo personale. Tiritera che oramai va avanti da molto tempo e che costringe il municipio a doversi quasi dissanguare pur di garantire lo stipendio a questi lavoratori. E mentre le imprese e i tanti creditori mugugnano perché c’è chi avanza soldi dal Comune da anni mentre si trovano le risorse per il personale, la giunta autorizza questa ennesima operazione che sta diventando oramai routine per gli enti locali. Da considerare che già nell’estate scorsa il Comune aveva fatto la stessa operazione per anticipare le somme da settembre a dicembre sempre ai 401 lavoratori con contratto a tempo determinato: in quel caso ad essere stati racimolati oltre un milione e 700 mila euro per potere pagare quanto dovuto. Si tratta di una manovra obbligata per l’ente per evitare il blocco dei pagamenti degli stipendi con il conseguente rischio anche di provocare la reazione dei lavoratori stessi che magari potrebbero andare incontro ad uno sciopero bloccando a loro volta servizi essenziali per la città. Mossa quasi obbligatoria per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre se si considera che la Regione continua a ritardare il trasferimento dovuto dei fondi proprio per corrispondere le mensilità ai precari degli enti locali. In particolare è stato necessario che la giunta municipale deliberasse l’anticipazione delle somme per una platea che abbraccia i lavoratori contrattualizzati ai sensi della Legge regionale 16 del 2006 e quelli che appartengono al bacino dei precari con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato stabilizzati attraverso l’ex Legge regionale 24/2000 e la Legge numero 14 del 2013. I lavoratori in questione sono finanziati per l’80 per cento dall’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro e per il 20 per cento in appositi capitoli del bilancio comunale. Il Comune ha quindi provveduto a stanziare le somme non solo per la sua parte ma anche per conto della Regione. Ma per far questo il Comune si è dovuto praticamente dissanguare, finanziariamente parlando. Infatti, su input del responsabile del procedimento per conto del Comune Francesca Chirchirillo, sono stati decurtati ben 12 capitoli per trovare i soldi. Da tempo gli enti locali in Sicilia lamentano di dovere provvedere alle anticipazioni di cassa per pagare gli stipendi e ciò provoca anche un rallentamento della spesa dell’ente che si deve districare anche con i parametri del patto di stabilità.