Alcamo-Bilancio in consiglio, la II Commissione lo boccia

Bocciato dalla II commissione consiliare il bilancio di previsione del Comune di Alcamo. L’organismo, seppur a ranghi ridotti, si è letteralmente spaccato in due al momento della votazione: in 2 hanno votato favorevolmente, Franco Rimi e Lorena Di Bona, si è astenuta la presidente Marianna Vario e ha invece espresso il suo ‘no’ Alessandro Calvaruso. Tre invece gli assenti. A questo esito si è arrivati dopo ben 6 sedute nel corso delle quali la commissione ha analizzato tutti gli aspetti che comprendono il bilancio, quindi dai tributi all’avanzo di amministrazione, passando per il Patto di stabilità, il piano di alienazione dei beni immobiliari e i servizi tecnici e sociali erogati dal municipio. La patata bollente a questo punto passa nelle mani del consiglio comunale che è stato convocato proprio questa sera per approvare lo strumento finanziario. Un bilancio che presenta le sue criticità, tra queste quella rilevata dal Collegio dei Revisori dei conti: “Si registra il ritardo – si legge nel parere espresso dall’organo di controllo – con cui le relazioni vengono trasmesse, e gli importi non sempre sono quantificabili, specialmente quelli riguardanti i debiti fuori bilancio e i servizi manutentivi”. a tranquillizzare tutti il dirigente del Settore finanziario del Comune, Sebastiano Luppino: “Alla data odierna – replica – non si prevedono grosse somme che dovrebbero derivare dai contenziosi sui debiti fuori bilancio, e che comunque tali cifre derivanti dai debiti fuori bilancio verranno fuori tra 3 o 4 anni”. A preoccupare maggiormente la commissione alcuni consistenti aumenti dei costi dei servizi a carico del municipio: tra questi quello relativo al servizio idrico, con un aumento stimato dallo stesso Luppino di circa 100 mila euro, e dei Servizi sociali, con un’impennata di quasi 800 mila euro secondo quanto risulta alla stessa commissione. “In quest’ambito – ha ribattuto Luppino – a fronte di una diminuzione dei costi del personale c’è stato un aumento dovuto alla gestione del centro Sprar di via Pia Opera Pastore a cui vanno aggiunti circa 450 mila euro per i cantieri oltre a circa 250 mila per le disabilità gravi e analogo importo per i centri accoglienza”. Ci sono comunque anche aspetti positivi: lo stesso dirigente del Settore Finanziario ha annunciato che dagli accertamenti straordinari ci sarà un avanzo libero. Si parla di circa 370 mila euro, che non influiranno né sul patto di stabilità né sulla cassa, e tali somme possono essere utilizzate subito dopo l’approvazione del bilancio in sede di assestamento. “Ancora una volta – ha polemicamente sottolineato Calvaruso – l’amministrazione comunale non è stata in grado di formulare proposte leggibili o comprensibili dal cittadino. Infatti le somme inserite nel bilancio di previsione sono frutto di una programmazione di natura privata e non condivisa dalla politica”. “Non approvare lo strumento finanziario arrecherebbe danni ulteriori alla città” ha controbattuto la consigliera Di Bona.