Alcamo, Banca don Rizzo: eletto il nuovo consiglio tra polemiche, accuse e ricorsi

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Sergio Amenta è il nuovo presidente della Banca rurale e artigiana don Rizzo di Alcamo. E’ stato eletto durante l’assemblea svoltasi ieri mattina dove non sono mancati duri interventi polemici nei confronti del Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo che ha designato coloro i quali potevano andare in lista, escludendo professionisti che non hanno compreso i motivi della loro bocciatura. Sergio Amenta conosce molto bene i meccanismi della don Rizzo poiché per circa 15 anni è stato presidente del consiglio dei revisori. Consiglieri sono stati eletti l’avvocato alcamese Isabella Catalano e Andrea Aiello, Saverio Camilleri e Nicola Colabella tutti e tre di Palermo che, meno di un mese fa, hanno presentato la domanda di ammissione a socio, accolta dal consiglio uscente per poi il giorno dopo presentare la candidatura. Presidente del collegio sindacale sarà il trapanese Antonino Pugliese, scelto dal Fondo di garanzia. Sindaci effettivi l’alcamese Vincenzo Eterno e Maria Italiano. Hanno votato mille e 33 soci su circa 4 mila. Ma l’elezione di ieri potrebbe avere strascichi giudiziari per i ricorsi già presentati da persone con tanto di curriculum ma esclusi. Tra costoro una professoressa universitaria, che voleva candidarsi a presidente,  che ha preannunciato ricorsi e proteste  a tutti i livelli. Una svolta storica quella di ieri per la banca don Rizzo dove si è abbattuto un uragano che ha travolto il consiglio uscente, eletto un anno e mezzo fa. Particolarmente duro l’attacco portato dall’avvocato Vito Di Graziano che ha parlato “di svendita e  commissariamento di fatto della Banca don Rizzo e di non riconoscere la decisione del Fondo di garanzia chiedendo di conoscere i metodi usati per il gradimento dei candidati. Definendolo un atto di forza che va chiarito in tutte le sedi opportune”. Già al Tribunale di Palermo, sezione imprese, pendono ricorsi soprattutto sul fatto che persone ammesse come soci il giorno dopo hanno ottenuto il via libera a candidarsi, quando secondo loro sono necessari almeno due anni. Problema che comunque sarebbe stato superato con una recente, e forse ad hoc, modifica dello statuto per aprire immediatamente le porte della Banca ai nuovi entrati. Un socio ha chiesto invece di avviare un’azione nei confronti del consiglio uscente e di quelli precedenti per accertare se ci sono responsabilità per l’attuale situazione finanziaria e “chi ha sbagliato deve pagare”. Una pagina triste quella che sta vivendo la Banca don Rizzo, tra l’indifferenza dell’opinione pubblica e il silenzio dei mass media perché se non fosse per i telegiornali di Alpa 1, notizie di rilevante importanza per la città di Alcamo passerebbero senza lasciare traccia.