Alcamo-Alloggi popolari a S.Ippolito, è braccio di ferro

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Nel 2002 la convenzione per la realizzazione di alloggi popolari in zona Sant’Ippolito; oggi a distanza di 13 anni ancora non c’è nessun certificato di abitabilità. Il Comune di Alcamo rischia seriamente una valanga di azioni giudiziarie: sono quelle che sono pronti ad intraprendere i titolari delle abitazioni di edilizia popolare perché per l’appunto, pur avendo acquistato il titolo di proprietà, non possiedono il prezioso documento. Il municipio, già tartassato da continue denunce per danni provocati dal dissesto delle strade, rischia di cadere sotto i colpi dell’ennesimo contenzioso che potrebbe davvero costare caro. Il certificato di abitabilità ha infatti una grande rilevanza anche in ordine ai diritti connessi al bene, specialmente per il caso di sua cessione: in pratica il valore dell’immobile è nettamente inferiore senza questo documento che tra l’altro spetta di diritto a chi acquistò originariamente l’alloggio a Sant’Ippolito. Ora il Comune corre ai ripari e a sua volta ha intenzione di procedere nei confronti della ditta a cui fu assegnata l’area per la realizzazione degli alloggi popolari, l’impresa intestata all’imprenditore Francesco Paolo Riggi. Uno degli ultimi atti del vicesindaco Salvatore Cusumano, prima di lasciare all’attuale commissario Giovanni Arnone, è stato quello di autorizzare l’ufficio legale dell’ente municipale ad intraprendere qualsiasi azione legale nei confronti proprio della ditta a cui oggi si chiede un conto davvero salato: il pagamento di 220 mila euro. Una cifra che doveva essere corrisposta al Comune dalla ditta come da convenzione ma che non è mai stata versata. L’impresa Riggi, infatti, si impegnava a corrispondere al Comune, prima del rilascio dell’abitabilità, una somma pari al valore delle aree esterne ai lotti assegnati che nel Programma Costruttivo non risultano destinate ad urbanizzazioni primarie e secondarie, la cui cubatura è stata vincolata per la realizzazione degli edifici, in proporzione al volume edilizio realizzato”. La ditta stessa è stata sollecitata più volte a relazionare al Comune sulla vicenda ma non sarebbero mai arrivate risposte: “Non essendo ancora pervenuto alcun pagamento da parte della ditta ‘Riggi Francesco Paolo – precisa il segretario generale del Comune Cristofaro Ricupati, il quale ha proposto l’avvio di questa vertenza – appare necessario intraprendere qualsiasi attività giudiziale finalizzata al recupero delle somme dovute al Comune di Alcamo”. L’area ceduta dal Comune all’impresa per realizzare in tutto 37 alloggi popolari si estende per 4 mila metri quadrati.