Alcamo-Alcol alla guida, boom di ritiro di patenti

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In quattrocento sorpresi alla guida, in meno di un anno, con un tasso alcolico superiore a quello consentito. Il preoccupante dato si riferisce al Distretto sanitario di Alcamo, Castellammare e Calatafimi-Segesta contenuto nei carteggi del Sert di Alcamo, dove si svolgono i corsi per riottenere la patente revocata. Sarà concessa da un’apposita commissione per un anno. E a seconda del comportamento l’assistito potrà usufruire di un’ulteriore proroga di due anni. Dopo tre potrà riottenere la patente in via definitiva. L’ 80 per cento delle patenti sospese riguarda giovani tra i 18 e i 35 anni. Il linguaggio dei numeri fotografa la vastità di un fenomeno verso il quale fino ad oggi ad Alcamo sono state messe in campo cure palliative nonostante gli sforzi del Sert che da tempo conduce campagne di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole. Nei giorni scorsi l’ennesima ordinanza da parte del Comune per cercar di limitare l’uso di alcol ad Alcamo, che raggiunge il suo apice durante le serate prefestive quando si scatenano orde di giovanissimi per la movida selvaggia e fuori legge. Lodevole l’emissione delle ordinanze, cosa che avviene da oltre 10 anni, ma senza controlli da parte delle forze dell’ordine il provvedimento resta sulla carta e nel campo delle pie intenzioni. Il Sert di Alcamo da tempo lancia appelli alle Istituzioni a tutti i livelli per operare serrati controlli sia per l’abuso di alcolici, si inizia a bere a 12-13 anni, che per le droghe. La movida selvaggia anche per l’abuso di alcol si traduce in schiamazzi nel centro storico, zone delle piazze Repubblica, Ciullo e Mercato, dove gli abitanti sono esasperati anche per la musica sparata a tutto volume che fa trascorrere notti insonni. Due anni e mezzo fa presentarono alla Procura della Repubblica, una denuncia, sottoscritta da 30 persone, per disturbo della quiete pubblica, causata dalla musica a tutto volume. Ancora attendono una risposta. Spesso il centro si trasforma in una discoteca all’aperto, nonostante alcuni anni fa il consiglio comunale abbia approvato un regolamento che vieta le emissioni sonore all’aperto. Anzi da qualche mese la musica è stata prorogata dal Comune sino a notte fonda con grande disappunto per centinaia di alcamesi che abitano in centro. Fino ad oggi continuano a rimanere inascoltate le richieste di aiuto alle Istituzioni. “Lavoriamo sulla prevenzione comportamentale – dice Maurizio Trapani- responsabile del Sert di Alcamo- e sulla necessità di corretti stili di vita per prevenire non solo l’abuso di alcol e droghe, ma anche per le tossicodipendenze digitali, internet, sociale etc.., il gioco d’azzardo e il bullismo. Avviati una serie di progetti con le scuole e in collaborazione col Comune, che hanno portato all’istituzione di un Cic, (centro di ascolto) alla Pietro Maria Rocca “per intercettare – dice Maurizio Trapani – in forma anonima- stati di disagio legati a situazioni famigliari difficili”. Nel corso dei vari incontri sono venuti alla luce anche dieci casi di bullismo. “In quasi tutti i Comuni della provincia sono stati avviati – dice Guido Faillace- direttore dipendenze patologiche dell’Asp di Trapani- seminari che vedono coinvolti studenti e genitori dal titolo: “Non cadere nella trappola”, finanziati dalla Presidenza del consiglio dei ministri. L’obiettivo è la prevenzione. Ma si è aperto un altro fronte: quello delle ludopatie. Una cinquantina in cura al Sert di Alcamo”. Nell’ultimo report semestrale, che risale al 2017, emerge che sono stati giocati nelle varie ricevitorie alcamesi ben 4 milioni e 955 mila euro. “Ma la somma non fotografa la realtà poiché – dice Maurizio Trapani- sfuggono ai controlli le giocate via social che hanno basi all’estero”.