Alcamo-Abusivismo edilizio, il Comune presenta il conto

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La vicenda affonda le sue radici nel tempo. Parliamo dell’abusivismo edilizio che dagli anni settanta in poi ha stravolto l’intero territorio di Alcamo, località di villeggiatura comprese che probabilmente hanno subito i maggiori stravolgimenti, in barba alle più elementari regole del buon senso  e della salvaguardia del territorio. Ma la legge se pur lentamente ora inizia a presentare il conto, sotto forma di richiesta di pagamenti. E ad Alcamo sono già una ventina le lettere inviate dal Comune di Alcamo ad altrettante persone proprietarie  di immobili mai sanati, per mancanza di istanze oppure perché realizzate su aree vincolate e quindi non possono mettersi in regola. Con le lettere si chiede il pagamento dell’indennità per abusiva occupazione dell’immobile, già acquisito dal Comune con somme che vanno dai 15 ai 30 mila euro. Sembra che in questa situazione si trovino tanti abusivi alcamesi. Le lettere con richiesta di pagamento sono state notificate a proprietari che abitano le case da almeno cinque anni  e inoltre non avrebbero mai pagato tasse comunali. Dovrebbe scattare anche la fase del recupero dell’evasione delle tasse. Se i proprietari hanno i requisiti di legge, presentando istanza al Comune e dimostrando che si tratta della prima abitazione, potranno continuare ad usufruirne pagando a vita un canone di locazione, stabilito secondo i parametri dell’Agenzia delle entrate. L’immobile non potrà mai essere venduto a terzi e deceduto il proprietario la casa le non potrà passare agli eredi. La legge prevede anche la requisizione da parte del Comune per potere utilizzare l’immobile per fini sociali, per uffici o altro. Dal 1985 sino all’ultima sanatoria edilizia ad Alcamo sono state presentate quasi 12 mila domande, molte delle quali riguardano piccoli abusi. I sindaci si sono trovati e si trovano tra l’incudine e il martello. Ovvero dalle reazioni degli abusivi o dai provvedimenti dei giudici se non fanno rispettare la legge. Negli anni diverse sono state le sollecitazioni da parte della Regione, per esempio l’ultimatum dell’aprile del 2013 al Comune di Alcamo con minaccia di invio di un commissario per le demolizioni, mentre altre pressioni arrivavano dalla Procura di Trapani. Tale sollecitazione riguardava la demolizione di una sessantina di immobili abusivi, sparsi su tutto il territorio, sulle quali si svolsero ampi dibattiti in consiglio comunale  e dopo uno studio della Terza commissione consiliare sarebbe emerso che solo una villa di Alcamo Marina, su queste sessanta casa,  non si poteva salvare. Evidentemente la legge la pensa diversamente. La vicenda rimane delicata e complessa. Per i circa sessanta immobili acquisiti dal Comune viene chiesto il pagamento dell’indennità per l’abusiva occupazione e a seguire anche tutte le tasse comunali mai pagate. Gli avvocati di questi alcamesi, accusati di abusivismo edilizio sotto la scure delle demolizioni ,  sostengono che eventualmente dovranno pagare solo a partire dagli ultimi cinque anni poiché per i precedenti anni è scattata la prescrizione. E a tal proposito hanno presentato una memoria difensiva al Comune. Vicenda dunque esplosiva anche perché pare che nell’ultimo ventennio, nonostante  acquisizioni, nessun abusivo sarebbe stato mai invitato a pagare, tanto che a questo punto potrebbero scattare anche accertamenti della Corte dei conti.