Alcamo-Crollo di intonaci dalla chiesa Badia Nuova

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Intervento dei vigili del fuoco, nel primo pomeriggio di ieri, nella via Girolamo Caruso di Alcamo a causa del distacco di intonaco dalla chiesa della Badia Nuova, attigua al monastero delle benedettine di San Francesco di Paola.  Il crollo dell’intonaco, staccatosi dalla parte più alta, ha causato leggeri danni a due auto che erano posteggiate nella via Girolamo Caruso. Già quattro anni fa, dopo un lungo tira e molla con la prefettura, erano stati effettuati lavori di manutenzione per la messa in sicurezza dell’imponente edificio della chiesa della Badia Nuova, di proprietà della Curia, mentre il monastero è di proprietà della suore benedettine, le quali già hanno provveduto alla messa in sicurezza dei prospetti del monastero nelle parti che si affacciano nelle vie Commendatore Navarra ed Ellera. Nel luglio del 2013 la via Girolamo Caruso venne chiusa al traffico per un lungo periodo di tempo e l’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella tempestò di lettere la prefettura e la Sovrintendenza ai beni culturali affinché,  fosse predisposta  “la perizia di somma urgenza relativa alle opere ritenute strettamente indispensabili e indifferibili per la messa in sicurezza della chiesa”.  Ora sono necessari ulteriori interventi ma grazie ai vigili del fuoco anche ieri sono state eliminate le situazioni di pericolo. La chiesa costruita assieme all’annesso monastero benedettino Badia Nuova nel 1531, venne demolita nel 1699 e ricostruita nella prima metà del secolo XVIII con interventi (1724) dell’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico. Custodisce una splendida tela di Pietro Novelli raffigurante San Benedetto da Norcia che distribuisce la “regola”. All’interno vi sono otto statue in stucco eseguite nel 1724 da Giacomo Serpotta e sono tra i principali capolavori dell’artista che si avvicina per vigore espressivo alle opere del Bernini. Le statue che ornano le pareti sono: La Pace, La Mansuetudine, La Fortezza, La Purezza, L’Addolorata, La Maddalena, San Pietro e San Paolo. Nel monastero oggi vivono sette suore, la maggior parte molto anziane, mentre un tempo ospitava una grande comunità, fra l’altro molto benestante per tanti lasciti di terreno tanto che dall’ingresso della via Ellera si svolgevano le operazioni della lavorazione dell’uva durante la vendemmia. Tali suore sono famose anche per i dolci che preparano e poi vendono attraverso la ruota posta al pianterreno di un salone attiguo all’ingresso della chiesa.